Apre le sue porte il prossimo 7 dicembre a Montalto Uffugo, Home for Creativity, il primo “Co-housing” calabrese, in un meraviglioso casale di campagna sulle colline che dominano la vallata
Un vecchio casale di campagna, 4 stanze perfettamente attrezzate per l’ospitalità e spazi condivisi, destinati alla coabitazione collaborativa. Questo, “Home for Creativity“, il nuovo modello di convivenza, ideato, messo a punto e diretto dal Roberta Caruso.
Home for Creativity è un nuovo modello abitativo e ricettivo, una casa “di gruppo”, in cui si condividono luoghi e stili di vita con vicini d’elezione. L’idea richiama gli anni ’70, quando in Danimarca, e poi in tutto il Nord Europa, nacquero le prime co-house. Ad oggi il fenomeno è in crescita ovunque nel mondo, come anche in Italia, dove è possibile ammirare esperienze già da tempo consolidate in città come Milano, Torino e Bologna.
Tra innovazione sociale e turistica, Home for Creativity sovverte i canoni dell’ospitalità tradizionale.
Tutto, in questo progetto, nasce sotto la sofisticata stella delle idee, della promozione del territorio, della sinergia tra “le capacità ed il saper fare”.
Ma dove sorge, questa struttura?
Proprio lì, in fondo alla Sila, in mezzo alla Valle del Crati, tra torrenti, colline, valloni e comunità arbereshe, dove tutt’intorno si ammirano aree agricole, che coesistono perfettamente tra rocce nude, latifogli, ulivi, pascoli e vigneti. Home for Creativity è a Montalto Uffugo, in provincia di Cosenza, e domina tutta la vastità del paesaggio.
É il primo esperimento di co-housing in Calabria, con 4 stanze in un vecchio casale di campagna per la tappa di un viaggio o una residenza prolungata. Vi si può soggiornare da un solo giorno sino a 365 gg, nei quali si possono utilizzare diverse aree in comune, attraverso una coabitazione regolamentata e confortevole, in cui si è gestori responsabili di tutto ciò di cui si è partecipi, anche del proprio talento.
La struttura è gestita dalla famiglia Caruso al completo: Roberto, il padre ingegnere, Alba, la madre avvocato, la figlia Roberta, laureata in filosofia, che seguendo l’onda della sharing economy, sperimenta la condivisione, tra privacy e contatto sociale, nuove community e agroecologia. Il progetto recupera dunque il senso e il potenziale etico della filoxenìa, l’omerico dovere dell’ospitalità che riqualifica le relazioni umane.
La creatività gioca un ruolo fondamentale: l’accesso in Home for Creativity è garantito se si è capaci di condividere sogni e talenti, esporsi a proposte, pensieri creativi, stili e approcci diversi. Fino a conquistarsi, magari, il soggiorno in casa.

E’ Roberta, l’anima della co-house calabrese, che accetterà di scambiare arte – o lavoro – con l’alloggio. Basta rispondere al questionario sul sito www.homeforcreativity.com: da dove vieni, qual è la tua storia, qual è il tuo lavoro, la tua età e quali sono le tue passioni? Qual è il motivo che ti spinge a fare un’esperienza in Home for Creativity?
Si è tutti partecipi del lavoro nell’orto e della cucina: Roberto coordina le attività gastronomiche, proponendo solo prelibatezze del territorio. A tavola, nel suo home restaurant, si assaporano i più autentici piatti calabresi, con qualche tocco di modernità.
Alba, invece, definisce il calendario delle prenotazioni: è lei che concorda con gli ospiti tempi e modalità di soggiorno, proponendo attività ricreative su misura, coordinando co-working e car sharing.
Per prenotazioni e disponibilità basta consultare il sito. La struttura è online sulle piattaforme BedyCasa, Nomadhouse, Flatbook, Homestay, Room for Travellers, Bed and Learn, Airbnb e tante altre.
L’inaugurazione è fissata per lunedì 7 dicembre alle 19 con musica dal vivo, performance di visual art, vino, caldarroste e cuddruriaddri, frittelle di patate tipiche del periodo natalizio.
Nei prossimi giorni uno street artist decorerà il muro che costeggia la rampa di accesso alla casa. L’opera finale sarà poi inserita (e geolocalizzata) su Google art project.
Vai al contenuto





