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Carlo Pancaro, 44 anni di Altomonte vince la cattedra negli States

 

Tra i tanti fortunati e talentuosi figli della Calabria, spicca oggi Carlo Pancaro, di Altomonte, divenuto professore associato e primario di anestesia e ostetricia presso l’Università del Michigan ad Ann Arbor, negli Stati Uniti

Nella sua famiglia sono tutti medici, e così sembrava davvero essere scritto nel suo Dna oltre che nel suo destino, quello di divenire un medico prestigioso e di successo. Prima di lui, nella sua famiglia, Severino, Mario ed anche Luigi Pancaro, medico personale di Padre Pio da Pietralcina, oggi Santo.

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Un percorso di studi di successo e di dedizione, quello di Carlo Pancaro che si laurea alla facoltà di medicina “La Sapienza” di Roma, dove conosce il Prof. Marcelletti e con il quale fa tutto un percorso fino alla laurea, seguendo lui e la sua equipe. Subito dopo la laurea vince un concorso nella scuola di anestesia e rianimazione a Perugia dove intraprende studi approfonditi sull’effetto dei sogni durante l’anestesia. Nello stesso periodo si interessa i metodi alternativi di analgesia per il parto. Dopo questi studi Carlo Pancaro vola a Londra, poi in America, nel North Carolina e poi in Germania per arrivare fino a Boston nella famosissima università di Harvard.

E’ al  Brigham & Women’s Hospital, ospedale con 10 mila parti l’anno, che Carlo coltiva la sua passione per l’anestesia ostetrica e alla fine del suo perfezionamento collabora con la Tufts University dove viene votato come “Maestro dell’anno” per ben due volte.

Gli mancano gli affetti, però e così Carlo prova a rientrare in Europa, per avvicinarsi alla famiglia e si trasferisc ad Amsterdam dove trascorre un anno sabbatico e dirige l’anestesia ostetrica all’Academisch Medisch Centrum.

Ma la sete di sapere e la ricerca lo portano nuovamente negli Stati Uniti, precisamente a Boston, dove inizia a ricercare le cause di febbre durante il parto. La Società di Anestesia Ostetrica Americana lo premia con il riconoscimento “Gertie Marx”.

Una carriera straordinaria, quella di Carlo Pancaro, eppure come lui stesso ricorda con un sorriso, al liceo, la sua professoressa di scienze gli aveva sconsigliato quella strada.

“Non bisogna arrendersi e piangersi addosso – consiglia ai giovani il Dott. Pancaro – ma seguire con caparbietà e tenacia i propri sogni”.

La mia non è stata una fuga – racconta – non rinnego le mie origini, ho forti legami con Altomonte. Io amo il mio paese e non conosco un posto più bello della mia cittadina. Dopo aver viaggiato tanto, ogni volta che torno riscopro qualcosa di bello che magari non avevo mai notato prima, qualcosa che hai davanti tutti i giorni e non ti rendi conto di quanto sia preziosa”.

E’ stata la curiosità a spingerlo a partire, non il desiderio di fuga, spiega ancora. “Chiunque voglia seguire quella curiosità è costretto ad andare via dalla propria terra, che sia la Calabria o il Trentino, non avrei avuto le stesse opportunità neanche se fossi nato a Londra, io credo che le opportunità vadano cercate, non arrivano mai a caso” – a piacere a dire.

Secondo Carlo Pancaro, l’essersi assuefatti allo stato delle cose, ha decretato l’abissale ritardo che c’è in Calabria a tutt’oggi.

“Per questo è importante andare via, così come è importante tornare o quantomeno provarci. Fare esperienze diverse – sottolinea – arricchisce, e perché non mettere la ricchezza acquisita, quando possibile, anche a servizio della crescita della nostra terra?”

Spinge il carro, più forte dei suoi collaboratori, dal quel suo ruolo prestigiosa di Primario, è sommerso di lavoro ma come dice lui, “è il più vecchio” e quindi lavora di più.

 

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