I familiari del noto penalista Giuseppe Vuono morto il giorno di Natale all’Annunziata hanno presentato un esposto in Procura e il pm ha già disposto l’autopsia

Tutto nasce da un esposto presentato dai familiari dell’avvocato Vuono che lunedì, primo giorno utile per farlo, si sono presentati in Procura. Salvatore Di Maio, pm di turno, una volta esaminate le carte ha subito affidato l’incarico dell’autopsia al medico legale, Silvio Cavalcanti. In effetti Vuono alla fine di settembre aveva scoperto di soffrire per un tumore al rene sinistro, tanto che per lui era cominciato un lungo giro in diversi ospedali italiani, tra i quali anche il Policlinico Maggiore di Milano, e tutti avevano confermato la patologia di cui soffriva.
Ai primi di dicembre, come hanno riferito la moglie e i figli che ora sono assistiti dall’avvocato Valentina Spizzini, Giuseppe Vuono era stato ricoverato nel reparto di chirurgia dell’ospedale cosentino e successivamente dopo una diagnosi di aneurisma addominale il 22 dicembre era stato sottoposto ad un’operazione all’aorta addominale. Una volta uscito dalla sala operatoria però il noto professionista aveva lamentato di avere dolori alla gamba, tanto che la pressione del sangue era decisamente alta.
Così due giorni dopo, un nuovo intervento per sospetto infarto intestinale, ma in serata le sue condizioni si sono aggravate ed è spirato. Ora i familiari vogliono fare chiarezza e chiedono risposte La moglie e i figli vogliono capire che cosa sia successo e quali sono le reali cause del decesso che forse arriveranno già dall’autopsia.
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