Ieri,17 gennaio, il Molise è stato interessato da uno sciame sismico costituito da numerose scosse di magnitudo superiore a 2, che insieme al gelo, getta la regione nello stato di emergenza
Il Molise torna ad avere paura. Il dolore, il senso di impotenza, la polvere sulla pelle, le immagini delle macerie, scuole che crollano insieme a vite innocenti che si spezzano e mura che cadono e si sbriciolano, un po’ come i cuori dei molisani: tutto questo sembra poi non essere un così lontano ricordo, in un terra già tragicamente colpita dal terribile terremoto del 2002. Nella serata di ieri infatti, alle ore 23.09, una scossa di magnitudo 3.6 ha colpito la zona di Campobasso e provincia.Si tratta di uno sciame sismico: 12 fin’ora, è il numero delle scosse di magnitudo superiore a 2, che hanno interessato il territorio nelle ultime ore.

Grande è la preoccupazione vissuta dai molisani, nonostante la regione sia abituata ormai da tempo a scosse di questo tipo. Ciò è testimoniato anche dai dati dell’Ingv – Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia – secondo cui, dal 1 gennaio, nell’area si sarebbero verificati un centinaio di eventi sismici, molti dei quali avvenuti proprio negli ultimi giorni. Sono oltre 50 infatti, i terremoti di magnitudo pari o superiore a 2, cinque quelli di magnitudo superiore a 3 e uno superiore a 4.
Questa volta però, a gettare la regione nello stato di emergenza è la pericolosa convergenza tra fenomeni quali le intense nevicate, il gelo e le scosse di terremoto. Spazzaneve e spargisale, sono in azione per tentare di fronteggiare l’emergenza maltempo. La protezione civile è già a lavoro, ma l’atmosfera è carica di tensione e spavento, i cittadini sono allarmati e desiderosi di conoscere e sapere.
Grande è la preoccupazione, tanto da portare il Presidente della Regione Paolo Frattura, a chiedere la chiusura delle scuole nei comuni più a rischio. Lo stesso ha poi invitato i sindaci delle zone vicine all’epicentro, ad attuare attenti e approfonditi controlli sulle condizioni strutturali degli edifici. Secondo il Consiglio nazionale dei geologi infatti, il 70 percento degli edifici scolastici non è ancora a norma, un dato che parla da sé.
Il ricercatore Giampaolo Giuliani, che grazie ad attenti studi si dice capace di prevedere i terremoti con diverse ore di anticipo, ha diffuso i dati della propria analisi sullo sciame sismico che sta interessando l’intera provincia di Campobasso.
Lo studioso, che già in passato si è dimostrato capace di prevedere eventi sismici tra i più forti e devastanti in Italia, da circa 20 anni, si interessa dello studio del comportamento del gas Randon, precursore sismico. E’ un invito alla cautela e alla massima prudenza quello di Giuliani, secondo cui “l’analisi dei dati mostra ancora una persistenza del flusso di Radon ad un livello medio alto, tale da giustificare ancora nelle prossime ore un rilascio di eventi sismici legati allo sciame in atto”.
“Al momento, per le prossime 10-12 ore – rende noto lo studioso nella sua analisi, non si evincono eventi superiori a quello di M. 4.1/4.3 già verificatosi. Cio’ nondimeno, data la distanza delle nostre stazioni dall’epicentro degli eventi e la possibilità di rapide variazioni di velocità di carichi di energia è sempre consigliabile essere vigili e prudenti”.
Secondo i dati registrati dall’INGV, il Molise non è l’unica regione interessata da fenomeni di natura sismica. Nelle ultime ore infatti, si sarebbero verificate scosse anche nelle Marche, in Sicilia ed in Calabria. Proprio stamane infatti, alle ore 07:46, nella città di Cosenza si è localizzato un terremoto di magnitudo 1.4.
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