Non si tratta di un’invenzione, ma di una curiosa verità! “Per il comune di Cosenza l’ICI non è mai stata abolita”: questa la segnalazione del segretario PD Damiano Covelli, destinatario di una cartella di pagamento ICI, emessa dal Comune stesso
Strane presenze incombono minacciose sui portafogli di alcuni cittadini di Cosenza. Ecco che il fantasma dell’ICI – l’imposta comunale sugli immobili, già abolita da anni – ricompare, seminando sconcerto e confusione tra i contribuenti della città di Cosenza.

Tra coloro i quali si sono trovati a leggere stupiti l’inattesa lettera, troviamo anche Damiano Covelli- segretario PD – dal quale è partita la segnalazione dell’insolito avvenimento. “Non è un fotomontaggio, è assolutamente vero – afferma un pò sconcertato il segretario. Per il Comune di Cosenza nel 2013 è ritornata l’ICI. Chi può avvisi Occhiuto che l’imposta ICI non esiste più dal 2011”.
Sembrerebbe un grossolano e madornale errore, quello compiuto dal Comune di Cosenza, non privo di conseguenza negative, per i cittadini, così come per lo stesso Comune. Le numerose cartelle inviate infatti, non riguardano il pagamento ICI, bensì gli accertamenti 2013 sui pagamenti IMU.
Si potrebbe minimizzare e guardare all’accaduto parlando di un piccolo errore di scrittura, ma la distrazione – se così si vuole definirla – potrebbe costare molto cara al disattento Comune. Gli accertamenti IMU infatti, sarebbero dovuto essere notificati entro e non oltre il 31 dicembre 2015. Il mancato pagamento della tassa da parte dei contribuenti, in mancanza di provvedimenti, potrebbe rappresentare un grosso danno erariale per le casse del comune. D’altronde sarebbe dunque perfettamente giustificato dal ritardo della ricezione delle cartelle esattoriali.
“Dilettanti allo sbaraglio o ci provano con gli ignari contribuenti?” E’ partendo da questa domanda che Covelli lancia un avviso a tutti i cittadini di Cosenza: “Cari amici, se anche voi avete ricevuto questo ‘avviso’ sappiate che è illegittimo, quindi da annullare”. Il danno più grande che “l’equivoco” potrebbe generare è infatti diretto proprio ai cittadini,che ignari, potrebbero cadere nell’errore di pagare la tassa, nonostante la richiesta sia del tutto inconsistente.
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