La compagnia irlandese di voli low cost, ha deciso la chiusura totale dei voli su Crotone, in segno di protesta contro l’aumento delle tasse aeroportuali. La politica locale chiede un intervento del Governo

“Ryanair paga già 165 milioni di tassa municipale per il fondo piloti Alitalia”, ha spiegato il direttore commerciale dell’aviolinea low cost irlandese, David O’Brien. “Il Governo per raccogliere pochi milioni fa sì che le regioni perdano centinaia di milioni di spesa turistica”. “Ryanair crede nella promozione degli aeroporti regionali, mentre per colpa di questa tassa la promozione diventa molto più difficile”, ha aggiunto ancora O’Brien.
Per questo la compagnia ha deciso di tagliare alcune rotte, di chiudere le basi di Alghero e Pescara, oltre che di cancellare tutti i voli di Crotone. Una decisione che penalizzerebbe moltissimo il territorio: basti pensare che lo stop alle 3 tratte attive ad ora sullo scalo calabrese comporterà la perdita di 250 mila clienti e di 188 posti di lavoro.
Per questo motivo, il Governatore della Regione Calabria, Mario Oliverio ha incontrato i vertici della compagnia, chiedendo un passo indietro. “L’incontro – si chiarisce nella nota della Giunta regionale – ha definito un percorso sinergico da attuare insieme alle altre regioni interessate che si sono viste calare dall’alto una scelta penalizzante per i propri territori. La Ryanair, intanto, ha differito al 27 ottobre la soppressione dei voli su Crotone”.
Oliverio si è poi impegnato ad incontrare il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti (coinvolgendo anche i governatori di Abruzzo e Sardegna) perché si possa aprire un tavolo nazionale, dimostrando dunque un atteggiamento propositivo da parte della Regione Calabria, per risolvere una situazione che impatterebbe in maniera molto seria il territorio di Crotone e non solo.
“Sarebbe come compiere un delitto a sangue freddo, se non si facesse nulla per evitare che Ryanair cancelli i voli su Crotone a causa dell’aumento delle tasse aeroportuali” spiega consigliera regionale di Calabria in Rete, Flora Sculco: “si ucciderebbe, qualora questa sciagurata evenienza diventasse realtà, non solo uno scalo che ha già di suo tanti problemi irrisolti e su cui con estrema fatica ci si sta, ma anche la speranza di riscatto di un territorio dalla storia plurimillenaria”.
“Il Governo sia dunque saggio e lungimirante. E intervenga con immediatezza, per evitare che il vettore irlandese cancelli i voli da Crotone a causa dell’aumento delle tasse aeroportuali” chiede ancora la Sculco che poi specifica: “Una decisione del genere, per un territorio già fortemente provato come il Crotonese che da un pezzo fa salti mortali per tenere aperta un’infrastruttura aeroportuale senza la quale cadrebbe in un deplorevole isolamento geografico, genera angoscia e preoccupazione. Sia nel sistema produttivo che in tutta la società civile, entrambi pronti, assieme a tutti noi, a mettere in campo ogni genere di protesta. Non si consenta che Ryanair interrompa un servizio che, per quanto concerne lo scalo crotonese, è di vitale importanza e sta generando, con i successi confermati da numeri inequivocabili, utilità e ricchezza per il territorio”.
Fortemente polemico contro il Governo, invece, il senatore calabrese Antonio Caridi: ”Non è chiaro cosa sia il rilancio del meridione per il Governo nel momento in cui si assiste ogni giorno a manovre che paralizzano il Sud Italia. Il problema dei trasporti è stato più volte affrontato, mettendo in risalto le carenze strutturali del nostro territorio, con una risposta controproducente sopratutto per la Calabria” ha dichiarato. “A farne le spese, oggi, il crotonese che vedrà da qui a breve scomparire una delle più importanti compagnie low cost dal proprio aeroporto. L’aumento illogico delle tasse municipali, palesato dalla compagnia stessa, non rappresenta senza dubbio l’elemento del rilancio del mezzogiorno; mediaticamente le campagne del Presidente Renzi hanno cavalcato il processo comunicativo legato al Sud attraverso investimenti in ambito turistico senza azioni concrete, con un beneficio effettivo”.
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