Il decalogo del Cosenza. I dettami da seguire per il raggiungimento congiunto di un obiettivo. La solida alleanza che dovrà legare il popolo bruzio ai suoi colori in questo avvincente finale di campionato.
Non avrai altra squadra all’infuori di me. E’ bene invitare la tifoseria rossoblu a dimenticare gli squadroni. La serie A, a meno di sorprese dell’ultima ora, ha già un padrone ben definito. Non serve perdere ulteriore tempo a sostenere una squadra che ha messo al sicuro il titolo inanellando una serie impressionante di vittorie. Anche le massime competizioni europee hanno già registrato la débacle di tutte le compagini italiane. Massima concentrazione sulla realtà a noi più cara e vicina geograficamente. Conterà pur qualcosa l’appartenenza ad una città che ci ha dato i natali.
Non nominare il nome dei Lupi invano. Metti da parte il solito refrain trito e ritrito: “ancora và appriessu aru Cusenza?”. Non è un qualcosa di cui vergognarsi, tuttaltro. Sii orgogliosi della nostra fede. Difendila soprattutto nei momenti più bui. Vantati di essere stati presente nei momenti storici della sua storia centenaria.
Ricordati di santificare le feste al Marulla. Come per il cattolico praticante la Messa domenicale è un appuntamento fisso, per il tifoso praticante deve esserlo la domenica allo stadio. E non farti condizionare da eventuali spostamenti al sabato o al lunedì, fai di tutto per esserci. La tua presenza ti riempirà il cuore di passione e ti inorgoglirà. Condizioni metereologiche avverse? In piena primavera il freddo pungente è alle spalle, e se anche dovesse esserci qualche retaggio invernale pensa a riempire lo stadio. Il calore umano ti metterà al riparo dall’umidità del S.Vito Marulla.
Gigi Marulla
Onora le nostre bandiere. Un 2015 maledetto ci ha privato della nostra più grande bandiera. Onora il nome e il ricordo del nostro bomber Gigi nel migliore dei modi. Con un tifo da brividi sugli spalti, con una cornice degna della sua grandezza e con una prestazione maiuscola in campo.
Non uccidere…ma distruggi, sportivamente parlando, gli avversari più insidiosi.
Non commettere atti che non siano puri. Qui il monito è per la società. Continua in questo cammino di crescita sportiva che hai intrapreso diversi anni fa.
Non rubare. Rendi sempre più limpida la tua immagine nel calcio professionistico. Il non coinvolgimento in nessuno degli scandali sportivi degli ultimi anni è un vanto di cui andare fieri. Non fare il passo più lungo della gamba come è stato fatto in passato.
Non dire falsa testimonianza. Non promettere mari e monti. Anche in questo caso il ricordo di personaggi e situazionI alquanto discutibili è ancora vivido. La chiarezza degli obiettivi paga sempre e sta pagando.
Non desiderare l’attaccante di altri. Gente del calibro di Moscardelli, Iemmello, Marotta, Calil fa gola a tutti con quelle capacità realizzative. La nostra forza è il gruppo, non i singoli, e sul gruppo hai costruito i tuoi risultati.
Non desiderare la roba d’altri. Non desiderare le capacità economiche di altri. Non sempre la moneta sonante ha portato i frutti sperati. Il calcio minore degli ultimi anni pullula di esempi positivi. Massimi risultati raggiunti col minimo sindacale, perchè organizzazione e competenza hanno la meglio.