Sabato i rossoblu si giocheranno tutte le loro residue chances di centrare l’obiettivo playoff
L’abbiamo già detto nelle più recenti occasioni, ma mai come ora ci si gioca davvero tutto per continuare a sperare. La partita di sabato ad Andria è il crocevia più importante per la stagione dei lupi. Sarà un match ad alto coefficiente di difficoltà, perchè i padroni di casa non hanno più niente da chiedere al campionato e giocheranno con la mente sgombra da pressioni. La sofferta vittoria contro il Foggia ha riacceso le speranze dei rossoblu e riportato il distacco dal terzo posto a soli tre punti. Non è più il caso di fare la corsa solo sulla Casertana, ora anche il Foggia vede la macchina rossoblu negli specchietti retrovisori. Il calendario prevede una sola piccola insidia nella partita di sabato allo stadio degli Ulivi, molto più agevole sarà l’ultimo turno casalingo contro l’Ischia già rassegnato alla disputa dei playout. Vincere per sperare in un passo falso della Casertana a Messina, mentre sarà difficile, se non impossibile, preventivare che il Martina possa dare fastidio al Foggia. Ma su cosa deve puntare Roselli per giocarsi al meglio gli ultimi 180 minuti?

COSA VA: tra i pali c’è una garanzia, l’affidabilità fatta a persona, Pietro Perina ha levato più volte le castagne dal fuoco. Sicuro in tutte le fasi della partita, ha aggiunto alle sue doti anche quella di pararigori. La partita di domenica ha poi riconsegnato al reparto difensivo un baluardo insormontabile. Luca Tedeschi, dopo un periodo di breve appannamento, è tornato ad occupare in toto il ruolo di ministro della difesa. Da sottolineare anche la verve offensiva di Arrighini. Sfortunato in fase realizzativa, il Panda ha dato comunque il suo apporto decisivo in tutte le azioni gol delle ultime giornate. Assist di ottima fattura in occasione del gol di Cavallaro contro il Benevento, altra giocata decisiva in funziona della splendida realizzazione di La Mantia a Melfi e in ultimo il rigore procurato contro il Foggia. La nota più lieta è sicuramente lo spirito ritrovato di Andrea La Mantia. Il cannoniere principe dei rossoblu è ad un passo dalla doppia cifra, gli rimangono due partite per raggiungerla e, possibilmente, superarla. I suoi gol, quasi sempre decisivi, potrebbero risultare l’arma in più per agguantare la post season. Infine la compattezza del gruppo e l’attaccamento alla maglia. La linguaccia sbeffeggiante di Blondett a Iemmello dopo il rigore fallito dal bomber catanzarese, le lacrime di Arrigoni a fine partita e la partecipazione di tutta la panchina rossoblu nel trepidante finale del match sono segnali da non sottovalutare.
COSA NON VA: la squadra non può fare a meno delle sgroppate di Simone Ciancio sulla fascia. Complice qualche acciacco, il terzino di spinta è apparso poco lucido ed efficace nelle ultime uscite. Recuperarlo sarà fondamentale. Se il Cosenza non ha offerto prestazioni sensazionali nell’ultimo mese è soprattutto colpa del periodo di appannamento del suo centrocampo. Caccetta non è ancora al top della forma e si vede, Arrigoni ha smarrito la precisione dei tempi migliori, Fiordilino è penalizzato in una posizione che poco gli si addice. In avanti chi non va, o meglio chi va a piccoli sprazzi, è Cavallaro. Domenica avrebbe potuto consumare una piccola vendetta contro la sua ex squadra, ma ha sprecato l’ennesima occasione con l’ennesima prestazione abulica. Gli sono rimaste poche scusanti, il tempo scarseggia, deve assolutamente dare più velocità e imprevedibilità alle sue giocate. Infine l’ambiente; c’è ancora una buona fetta di tifoseria estremamente diffidente. Molti storcono il muso e non credono nelle residue speranze. Il gioco di Roselli non è visto di buon occhio dagli esteti del calcio ma in fondo ha portato dei risultati. Lasciamo da parte le critiche eccessive e creiamo amalgama. Ci sarà tempo per disquisire sulle eventuali pecche di questa gestione tecnica.
Vai al contenuto




