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L’importanza di essere bomber

Da Marulla a Negri, da Lucarelli a Zampagna. Dopo anni Cosenza calcistica ha ritrovato un goleador dalle sue parti. Quanto conta blindare le prestazioni di Andrea La Mantia.

Possiamo dirlo ad alta voce. Abbiamo sempre avuto un’ottima tradizione di numeri 9. Molti di questi hanno trovato nel club rossoblu un trampolino di lancio per una florida carriera. Senza voler andare troppo indietro negli anni, è stato un certo Marco Negri ad inaugurare questa piacevole tradizione. La stagione 1994/1995 è ancora oggi memorabile per i tifosi silani. Tutti ricordiamo la tremenda penalizzazione inflitta alla squadra di Alberto Zaccheroni. Quel Cosenza reagì alla grande inanellando una serie di risultati utili che, senza il -9, lo avrebbe proiettato nelle zone alte della classifica. I 19 gol di Negri diedero la spinta in più al raggiungimento di un’insperata salvezza. Al termine di quella stagione il bomber fece il grande salto verso lidi più prestigiosi, fino al suo storico approdo nella Scottish League con la gloriosa maglia dei Rangers di Glasgow.

Cristiano Lucarelli
Cristiano Lucarelli

Solo un anno dopo esordì in maglia rossoblu un giovanissimo Cristiano Lucarelli, ancora agli albori della sua carriera. Giunto in prestito dal Perugia, stupì tutti con le sue doti che univano prestanza fisica ad una buona tecnica di base. Rimane indelebile nella nostra memoria una splendida segnatura nel derby interno contro la Reggina, arrivata dopo un dribbling fulminante e un bolide che trafisse il portiere amaranto Scarpi. Inutile ricordare di cosa fu poi capace Lucarelli negli anni a venire. Tra le maglie più importanti che vestì quelle di Torino, Parma, Valencia e soprattutto Livorno, dove divenne uomo e giocatore simbolo. Vale la pena ricordare anche il nome di Tomaso Tatti. Nonostante non sia mai stato un classico attaccante da area di rigore per caratteristiche fisiche, rivestì per diversi anni i panni di seconda punta collezionando anche un discreto bottino di reti. La sua stagione più prolifica fu il 1999/2000, quando condusse il Cosenza alla salvezza in serie B con le sue 14 reti.

E’ poi il turno di Riccardo Zampagna. Arrivato all’ombra dei sette colli bruzi come un perfetto sconosciuto, si rivelò attaccante di spessore in un’annata che con un pizzico di fortuna in più avrebbe portato i rossoblu al traguardo storico della massima serie. Diventò un autentico idolo delle folle, soprattutto dopo aver realizzato il gol decisivo allo scadere di un Cosenza-Salernitana dai contorni epici, in un S.Vito strabordante di entusiasmo. 10 gol al termine del campionato e un temperamento da vero leader gli garantirono la ribalta e lo consegnarono al grande calcio. La serie D e il ritorno nel calcio professionistico non furono caratterizzati dalla presenza di grandi goleador, fatta eccezione per Vincenzo Cosa, che però viveva già la fase calante della sua carriera. La stagione appena terminata ha fatto riscoprire al popolo bruzio il gusto di appassionarsi alle gesta di un vero numero 9.

Andrea La Mantia
Andrea La Mantia

Andrea La Mantia ha chiuso il torneo con 13 reti in 24 presenze, più precisamente un gol ogni 94 minuti. Molte di queste presenze sono arrivate a gara in corso, per cui si può dire che il cannoniere di Marino ha saputo risultare decisivo anche partendo dalla panchina. Altra statistica di grande importanza riguarda il peso delle reti realizzate da La Mantia, gran parte di queste hanno condizionato in positivo il risultato della squadra e hanno portato diversi punti in cantiere. Che sia stato l’anno della definitiva consacrazione di un attaccante da tempo in predicato di spiccare il volo? Mister Roselli ha rivelato più volte nel corso della stagione: La Mantia ha grandi doti, deve solo scegliere cosa voler fare da grande e quando mostrare tutto il suo potenziale. Ne abbiamo avuto un piccolo accenno. Grande stazza, gol di ottima fattura, fiuto da bomber di razza e freddezza sotto porta. Ecco spiegato il motivo per cui tutto deve partire dalla sua riconferma.

La chiusura d’obbligo è dedicata a chi più di chiunque altro è riuscito ad entrare nei nostri cuori con la sua maglia numero 9. Sia chiaro che questo non è un tributo doveroso nei confronti di chi non c’è più. Anche prima di quel maledetto 19 Luglio 2015 era ben noto a tutti che il migliore attaccante della storia del Cosenza risponde ad un solo nome e quel nome è Gigi Marulla.

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