Rappresentati degli studenti in fermento per il Bando Contributi e Tasse previsto per l’accademico 2016/2017 dell’Unical, il Cds si e’ espresso, infatti, contrario all’unanimità per quanto deliberato in Cda.
“Il bando prevede un redistribuzione dei pagamenti sulla seconda rata a svantaggio della maggioranza della componente studentesca senza consentire un reale aumento dei fruitori delle borsa di studio ne’ garantire un miglioramento o un aumento di servizi” – affermano con vigore i rappresentanti dell’Associazione Icu.

Il decreto, pur adeguando gli indicatori ISEE a € 23.000 e ISPEU € 50.000 agli standard nazionali, infatti, ha suscitato animi infuocati tra gli studenti.
“Su un totale di 27.145 studenti, ben 11.544 sono fuori corso e, pertanto, non candidati alla borsa di studio. Inoltre, gli stessi avranno da normativa nazionale un aumento del 5% sulla seconda rata proprio per essere fuori corso.
A questi dobbiamo aggiungere gli studenti in corso, che rappresentano 15.601 di cui 5.036 con reddito >= € 23.000 e 10.565 con Iseu inferiore a € 23.000. Ovviamente cumulando gli 11.544 (F.C.) e i 5.036 che non rientrano per reddito ci ritroviamo con un totale di 16.580 studenti che andranno a pagare ben il 16% in più rispetto all’anno 2015/2016 in modo tale da coprire le borse di studio dei potenziali 10.565.
Potenziali perché, tra questi, dovranno essere esclusi coloro che non raggiungeranno i crediti e coloro che non superareranno la soglia dell’ispeu di € 50.000″ afferma il Presidente del Cds Domenico Tulino.
“Di per sè il ragionamento originario non è del tutto sbagliato, però dobbiamo dire che di quei 11.544 studenti fuori corso ben 7.362 hanno reddito inferiore a € 23.000! Da questo ultimo dato, si può comprendere parte del nostro disappunto. Ci teniamo ad aggiungere che il modus operandi è opinabile, ci saremmo aspettati da parte della Governace una graduale accantonamento in bilancio messo a riserva così da non gravare esclusivamente sulla tasche delle famiglie degli studenti. A ciò va aggiunto la criticità sul metodo, in quanto oggi assistiamo ad una continua proporzione che non si può accettare. A rigor di logica, riteniamo che l’aumento delle tasse debba essere correlata al massimo ad una migliore offerta formativa e maggiori servizi, di certo non alla copertura di borse di studio che dovrebbe essere a carico dello Stato come sancito all’interno della Carta Costituzionale all’art. 34 c. 2 e 3 “I capaci e i meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi. La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso”.
Gli studenti, non vogliono farsi carico di inefficienze statali e rendersi vittime di difficolta economica. Il Cds ha proposto che l’adattamento ministeriale gravi non solo sugli studenti ma su tutte le componenti del nostro Ateno.
In conclusione, ci si augura di poter trovare una soluzione condivisa dagli studenti, che non vada a sorreggersi solo sulla capacità contributiva degli stessi studenti ma su tutti coloro che animano il nostro Campus, usufruendo dei servizi.
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