Olimpiadi di Rio 2016: il binomio italiano Giovanni Tocci- Andrea Chiarabini concorrerà nella categoria dei tuffi sincronizzati maschili e punta decisamente in alto. A sostenere i due atleti tutta Arcavacata di Rende che seguirà la gara sul maxischermo allestito in piazza

All’alba del terzo oro azzurro si profila un nuovo orizzonte alle Olimpiadi di Rio 2016. Per quanto riguarda infatti il tuffo sincronizzato maschile, concorreranno per la nazione il duo formato da Giovanni Tocci e Andrea Chiarabini, i cui rivali, in particolare Cina, Russia, Messico, Gran Bretagna e Germania che sulla carta si presentano superiori ai due italiani.
Tocci e Chiarabini hanno iniziato a gareggiare insieme nel giugno 2015, allenamento terminato bruscamente a causa di una discopia che ha fermato l’atleta romano.
Ma ad Arcavacata nessuno vuol sentire parlare di pronostici o di eventuali favoriti, tutta la località del Comune di Rende si ritroverà in piazza -dinanzi a un maxischermo allestito per l’occasione- per seguire e tifare Chiarabini e Tocci, quest’ultimo residente proprio nella frazione di Rende che ospita l’Unical.
I due italiani, dopo il quinto posto in Coppa del Mondo, si sono ritrovati al Grand Prix di Bolzano di poche settimane fa che è valsa una medaglia di bronzo seppure i tuffi presentassero delle imprecisioni. Per le Olimpiadi di Rio i due giovani atleti puntano quantomeno al sesto posto, che consetirebbe di partecipare alle World Series del 2017 e crescere ulteriormente.

Tra i tuffi in programma, gli emergenti italiani dovrebbero inserire anche il doppio e mezzo avanti con due avvitamenti. Il loro record internazionale è di 412.17 punti, raggiunto ai Mondiali di Kazan 2015 in eliminatoria mentre agli Assoluti estivi di Bergamo toccarono invece quota 425.58, un punteggio che permetterebbe agli azzurri di surclassare l’arrivo prefissato. Il quadruplo e mezzo avanti raggruppato e il triplo e mezzo rovesciato raggruppato saranno come sempre decisivi per le loro ambizioni.
Non resta, dunque, che attendere la diretta per supportare i due giovani italiani i cui sogni di gloria in queste Olimpiadi di Rio non sono che in fase iniziale, meglio se ad Arcavacata di Rende, tutti insieme, davanti al maxischermo.
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