Sono stati creati due gruppi di lavoro sia per il rischio sismico e sia per quello idrogeologico al fine di garantire la sicurezza del terremoto tuo calabrese
Dopo i tragici eventi che hanno sconvolto il Lazio e le Marche, colpite dalla furia distruttiva del terremoto, si e’ scatenata, anche in Calabria, la questione sulla sicurezza.

Il territorio calabrese e’, infatti, da tempo immemore, considerato uno tra quelli a maggiore rischio sismico e nell’ottica della prevenzione e’ intervenuto, pertanto, nella giornata di mercoledì 31 agosto, il governatore della Regione, Mario Olivero, che ha convocato, assieme agli assessori Francesco Russo, Carmen Barbalace, Francesco Rossi, Roberto Musmanno, al vicepresidente Viscomi e al consigliere Domenico Bevacqua, un meeting che ha coinvolto, oltre ai responsabili della Protezione civile calabrese, anche i rappresentanti degli ordini professionali e le università, al fine di discutere a 360 gradi sul percorso che è necessario avviare per mettere al sicuro il territorio calabrese.
“Questa prima riunione serve a fare il punto della situazione e definire un percorso” ha affermato Oliverio durante l’ incontro, precisando, inoltre: “Domani (oggi 1 settembre 2016, ndr) prenderò parte a Roma all’incontro tra le Regioni e il governo proprio su questo tema, pertanto ho voluto ascoltare i professionisti del settore per partecipare all’incontro con una proposta concreta. La Calabria è tra le regioni più esposte e non possiamo dimenticarlo. L’attenzione che ora si è sollevata sul tema, non può e non deve essere quindi un fuoco di paglia ma deve produrre, come hanno detto Renzi e Mattarella, un programma pluriennale di interventi che mettano in sicurezza il Paese. Pensiamo quindi, all’interno di ‘Casa Italia’, al progetto ‘Calabria sicura’, con cui ci presenteremo all’incontro di domani (oggi 1 settembre 2016, ndr) per definire il percorso di intervento concreto sugli edifici pubblici e sul patrimonio privato, partendo dai centri storici”.
Durante l’incontro, la questione sulla sicurezza e’ stata affrontata in due sensi: da una parte si è discusso sugli interventi da effettuare per la protezione dal rischio sismico, dall’ altra sono state valutate le possibili operazioni in tema di dissesto idrogeologico.
In questa duplice ottica, sulla ricognizione sugli edifici pubblici, si sono creati due gruppi di lavoro, uno relativo al rischio sismico, l’altro per il rischio idrogeologico.
Entrambi i team verranno coordinati dall’assessore Russo.
In merito agli investimenti finanziari necessari a rendere operativo il progetto, Oliverio ha informato che: “Non tutte le operazioni potranno essere effettuate in un solo anno” tuttavia, grazie alla definizione di un programma pluriennale sarà possibile pianificare le risorse a disposizione, così da garantire la celerità degli interventi più urgenti: “Già nel Patto per la Calabria, firmato il 30 aprile scorso, sono stati allocati 130 milioni di euro per la messa in sicurezza degli edifici” ha dichiarato Oliverio, specificando che “mentre per il rischio idrogeologico ne sono stati inseriti circa 400. Alla luce della situazione odierna, poi, credo proprio che nella Legge di stabilità saranno destinate ulteriori risorse anche alla nostra regione. Risorse che però devono essere utilizzate bene, ecco perché ordini professionali e università sono chiamate a mettere in campo le proprie competenze”.
Tra le azioni prioritarie, la riunione ha rimarcato la necessità di procedere alla parcellizzazione del territorio calabrese in base ai differenti caratteri geologici, secondo un processo analitico che viene detto “microzonazione”.
Allo stato attuale, in tal senso, sarebbero soltanto 50 i comuni calabresi autorizzati a procedere dalla Regione, 199 quelli in fase istruttoria.
Oliverio ha sollecitato, poi, i Comuni che non possiedono un piano di emergenza e quelli che devono aggiornare quello in vigore, dichiarando: “Subito. È una cosa su cui chiederemo ai Comuni di accelerare, mentre noi assumeremo il coordinamento. C’è bisogno di dare un passo più spedito e veloce su questo fronte. C’è un’assoluta inadeguatezza da questo punto di vista: sono pochi i Comuni che ne sono dotati, per questo dobbiamo accelerare, accelerare, accelerare”.
Proprio in materia di piani di emergenza, e’ intervenuto Francesco Fragale, presidente dell’Ordine dei geologi della Calabria,che ha affermato: “Esiste una legge, la numero 100 del 2012, che obbliga i Comuni a dotarsi del Piano e ad aggiornarlo a ogni variazione urbanistica. Ebbene, la Calabria è il fanalino di coda in Italia su questo aspetto. Finalmente oggi però siamo stati convocati a una riunione pragmatica per parlare delle esigenze del territorio. Tra le nostre proposte c’è la creazione di un libretto per ogni edificio che riporti non solo le caratteristiche della struttura, ma anche quelle geologiche del sito su cui è ubicato”.
Concretezza nelle dichiarazioni di Salvatore Saccà, presidente dell’Ordine degli ingegneri di Catanzaro, che è intervento dicendo :”è finito il tempo delle parole e della retorica, bisogna passare ai fatti: la Calabria è ad alto rischio sismico e bisogna intervenire subito costituendo un osservatorio regionale che monitori tutti gli edifici pubblici e le infrastrutture per la viabilità. La programmazione degli interventi però guarda ad un arco temporale di circa venti anni, per questo è necessario intervenire subito”.
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