E se l’Unione Europea conta delle percentuali di disoccupazione giovanile dichiarando una media intorno al 20%, in realtà agli estremi della forbice ci sono regioni, come ad esempio in Germania, dove il tasso oscilla tra il 3 e il 5%, e regioni in Italia, come la Calabria che, con il suo 65% di disoccupazione giovanile, guadagna il terzo posto, ed è superata solo dai due avamposti spagnoli in Africa di Ceuta e di Melilla. Una situazione insostenibile che ha spinto il Premier Renzi e il Governatore della Calabria Oliviero a siglare il Patto per la Calabria.

Il Patto per la Calabria mette sul tavolo 7,5 miliardi di euro per rilanciare l’economia. I soldi provengono dalle casse del Governo italiano e dell’Unione europea. I settori sono diversi: una parte toccherà al settore mobilità, tra linea ferrata, il porto di Gioia Tauro, l’Autostrada del Sole; La messa in sicurezza dei territori a rischio movimenti tellurici e la lotta all’inquinamento per la difesa del territorio. Uno slancio indispensabile riceverà anche il settore legato al Turismo e alla Cultura. La Sanità potrà finalmente contare su una riorganizzazione della rete ospedaliera. Si interverrà in maniera decisa anche sul fronte della legalità. Ma l’obiettivo principale è il sostegno dell’Economia.
Una fetta consistente dei finanziamenti, infatti, è destinata allo sviluppo economico, grazie anche a strumenti come il POR, e il PSR 14-20, che puntano all’innovazione e allo sviluppo, agevolando soprattutto le fasce giovanili e femminili verso l’imprenditoria.
È il momento quindi di puntare su questo settore, iscrivendosi a corsi di laurea per la propria formazione ma iniziando anche a fare qualche esperienza di stage in azienda. Una soluzione che però necessita di tempo e di un’adeguata organizzazione: uno dei modi migliori per conciliare studio e lavoro è quello di frequentare un’università telematica, grazie alla possibilità di non dover seguire le lezioni in aula. Nel caso del mondo dell’imprenditoria, una laurea in economia online potrebbe essere il percorso di studi più corretto per formarsi e imparare a dar vita ad un progetto come una start up, una PMI, una COOP, o una Rete d’Impresa, puntando soprattutto ai settori in crescita.
L’obiettivo di internazionalizzare le imprese gioca un ruolo di primo piano, soprattutto se il settore agroalimentare è in grado di fare delle proprie eccellenze un prodotto di qualità che punti agli altri mercati. Un export debolissimo è una delle note dolenti dell’economia calabrese che non può sopravvivere solo di consumo locale, con un prodotto che invece merita di essere apprezzato ovunque. Certo attrezzarsi per sbarcare sui mercati internazionali non è facilissimo, né immediato, per questo valutare soluzioni come le Reti d’impresa, anche temporaneamente finalizzate ad un progetto comune, può rappresentare una soluzione da non sottovalutare.
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