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Calabria: sequestro da 26 milioni di euro per una società di telecomunicazioni

I finanzieri del nucleo di polizia tributaria di Catanzaro, diretti dal procuratore Luigi Maffia, hanno individuato operazioni illegali a opera della Infocontact; maxi sequestro da 26 milioni di euro

finanzaMaxi operazione di sequestro per i finanzieri del nucleo di polizia tributaria di Catanzaro guidati dal procuratore Luigi Maffia: il provvedimento, emesso dal Gip presso il tribunale di Lamezia Terme, è rivolto a una società operante in Calabria. Si tratta della Infocontact amministrata da Giuseppe e Mariano Pane, due armatori sorrentini e il sequestro di beni ammonta a 26 milioni di euro.

L’infocontact, costituita nell’anno 2001, ha esercitato sul mercato dell’outsourcing nei servizi di cosiddetti custode care sin dall’anno 2006. E negli anni 2006/2014, data in cui il Tribunale di Lamezia Terme ne ha dichiarato lo stato di insolvenza, che è stata amministrata dalle famiglie Pane e Graziani , Alfonso Graziani però è deceduto.

Nonostante la società abbia sede legale a Roma, ha sempre esercitato su territorio calabrese e in particolare modo nelle province di Catanzaro, Cosenza e Vibo Valentia, luoghi nei quali erano distribuite 14 sedi operative. L’azienda, dunque, ha usufruito di svariati contributi straordinari previsti da leggi nazionali e comunitarie, per l’assunzione e la formazione dei dipendenti, oltre a sgravi fiscali e contributivi a riduzione del costo del lavoro. E’ stato grazie a queste agevolazioni che la società Infocontact è riuscita a investire in Calabria e avere un totale di 2.000 lavoratori ai call center.

Le operazioni svolte dai finanzieri hanno permesso di individuare le attività distruttive e dissipative poste in essere dall’organo amministrativo. Nella fitta rete di indagini anche altre società correlate. Il maxi sequestro di 26 mila euro ha visto interessati numerosi conti correnti, un lussuoso attico al centro di Roma, beni mobili e partecipazioni societarie.

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