Ha sconvolto i presenti e ha immediatamente attivato le istituzioni cosentine l’atto di protesta del giovane immigrato che, nella giornata di domenica 9 ottobre, ha tentato di denudarsi nella chiesa di Santa Teresa

L’uomo è stato individuato dalle forze dell’ordine senza maglietta e scarpe ed è stato condotto presso l’ospedale dell’Annunziata, dove attualmente è ricoverato in psichiatria. L’immigrato, reduce dal recente sbarco ad Augusta (Siracusa), sarebbe affetto da una malattia della pelle, probabilmente scabbia, e data l’assenza di attenzioni al problema avrebbe inscenato la protesta nella chiesa di Santa Teresa e una volta condotto in ospedale è nuovamente fuggito. Il 118 ha fortunatamente ritrovato l’uomo in serata.
A prendere in considerazione l’episodio è stato Franco Corbelli, leader del Movimento Diritti Civili e impegnato anche con la Regione Calabria per la promozione e tutela dei diritti umani, che in una nota afferma: “La clamorosa e disperata protesta dell’immigrato di colore, malato (pare di scabbia), che si è denudato ieri nella chiesa di Santa Teresa a Cosenza chiedendo di essere aiutato, non può assolutamente essere ignorata.Il grido accorato e disperato di quell’immigrato va ascoltato. Quell’uomo va aiutato e curato. E’ un suo diritto. Un Paese civile ha il dovere di farlo. Domani mattina chiederò ai servizi sociali della Regione di intervenire e, nell’ambito delle proprie competenze, di attivarsi, insieme all’Assessore alla povertà del comune di Cosenza, Padre Fedele, per la soluzione di questo caso umano”
“Piu’ tardi, come ho gia’ preannunciato alla sua segretaria – aggiunge – mi sentiro’ con il mio fraterno amico Padre Fedele e insieme a lui vedremo gia’ da domani mattina di affrontare questa triste vicenda. Sicuramente non lasceremo da solo questo povero e sfortunato immigrato. Chiedero’ alla Regione, ai servizi sociali di coordinarsi con il comune di Cosenza e con l’Assessore Padre Fedele per la soluzione di questo caso umano. Questa povera gente costretta ad azioni cosi’ eclatanti e disperate per farsi ascoltare, abbiamo il dovere di aiutarla. Sicuramente, al di la’ dei nostri attuali(ed effimeri) ruoli istituzionali, lo faremo io e Padre Fedele, cosi’ come dalla strada continuiamo a fare da oltre 30 anni, sempre accanto agli ultimi”.
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