Lombardia, Crotone e Cosenza sono le aree in cui ha avuto luogo l’operazione Six Towns, che ha condotto all’arresto di 36 soggetti legati alla famiglia Marrazzo
Nella vasta operazione “Six Towns”, dei Carabinieri del Comando Provinciale di Crotone, coadiuvati dalle unità territoriali di Cosenza e speciali eliportate dei Cacciatori e del G.O.C. di Vibo Valentia, e della Polizia di Stato (Squadra Mobile e della Divisione Anticrimine di Catanzaro, con il concorso delle Squadre Mobili di Crotone e Cosenza e del Reparto Prevenzione Crimine Calabria), sono state tratte in arresto 36 soggetti legati all’organizzazione di ‘ndrangheta facente capo alla famiglia Marrazzo.
L’operazione ha avuto luogo questa notte tra la Sila e Presila crotonese e cosentina che ha visto impegnati ben oltre 200 carabinieri e poliziotti suddivisi anche nelle aree del Nord Italia. Le indagini infatti oltre al territorio italiano si sono diffuse su terreno lombardo dove era presente il clan Marrazzo. I 36 soggetti tratti in arresto dovranno rispondere a reati di omicidio, traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, estorsione, favoreggiamento, ricettazione e numerosi delitti in materia di armi.
Durante l’operazione “Six Towns” sono stati sequestrati beni immobili e automezzi sempre in Lombardia e a cavallo tra Crotone e Cosenza. Si tratta di fabbricati, terreni agricoli, società specializzate nel movimento terra e società di intermediazione. Il valore complessivo raggiunge ben 800 milioni e il sequestro si inserisce nella maxi operazione rivolta alla famiglia Marrazzo. L’operazione non è ancora conclusa e sta portando all’arresto di 36 soggetti tra capi e gregari affiliati al clan e domani la Corte d’appello di Catanzaro dovrà decidere sulla richiesta di sequestro del patrimonio di Raffaele e Giovani Vrenna, avanzata dalla Dda di Catanzaro.
Il nome dell’operazione “Six Towns” trae ispirazione dal numero di cittadine calabresi coinvolte, epicentro dell’organizzazione e le cui coordinate sono affidate al Pm Vincenzo Liberto e Domenico Guarascio, con la supervisione del Procuratore Capo Nicola Gratteri.
Vai al contenuto





