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2017: il Cosenza che vorrei

10 desideri di un tifoso per un nuovo anno, come sempre, a chiarissime tinte rossoblu.

Ci attende la notte più lunga dell’anno, quella più festaiola. Tra un bicchiere di spumante e l’altro, tra un brindisi e l’altro, anche se presi dai fumi dell’alcool, riservate un pensiero al vostro amato Cosenza e all’anno alle porte che vivrete ancora una volta, immancabilmente, insieme ai suoi colori, a cantare e a sospirare sulle gradinate della vostra seconda casa, lo stadio “S.Vito Marulla“. Questo è quello che auspico io dal 2017, ad una manciata di ore dal conto alla rovescia.

Vorrei un futuro roseo con un allenatore giovane come De Angelis”. A pelle mi ispira fiducia un tecnico che può dare una ventata d’aria fresca. L’antipasto di buon calcio è stato succulento. Mi schiero dalla parte di chi vuole dare fiducia al buon Stefano e alla sua mentalità calcistica più votata ad offendere che a difendere, perchè l’attacco resta sempre la miglior difesa. E chissà, magari grazie a lui si potrà dare vita ad un progetto basato anche sui giovani.

“Vorrei un Cosenza sparagnino che va a giocarsi tutte le partite aggressivo e mai domo, come un vero lupo”. Desiderio legittimo dopo due anni passati a vedere una squadra spesso rinunciataria e troppo sulla difensiva.

“Vorrei un filotto di risultati utili tale da consentire al Cosenza di rientrare nella lotta per le prime posizioni”. Quello di Taranto non può essere definito un test probante a tutti gli effetti, per le condizioni dell’avversario e i suoi evidenti limiti. Va comunque ricordato che il Cosenza di stampo roselliano andava in difficoltà soprattutto con le squadre meno attrezzate, andando nel pallone quando c’era da fare la partita. La squadra di De Angelis ammirata giovedì non ha avuto di questi problemi, si è imposta con carattere e determinazione fin dal primo minuto. Che sia stato il primo capitolo di una nuova era?

“Vorrei vincere il derby in casa”. Riguardo a questo potrebbe anche non presentarsi l’occasione di affrontare il Catanzaro nell’anno che verrà. Non è detto che la stagione in corso non possa regalare al club rossoblu una promozione miracolosa in serie B tramite la lotteria dei playoff, così come è possibile che i cugini scivolino nella categoria che spesso hanno sfiorato e poi, più per fortuna che per meriti sportivi, hanno sempre evitato, la serie D.

“Vorrei un Cosenza con più grinta e cattiveria agonistica”. La campagna acquisti fallimentare del duo CerriRoselli ha portato in dote giocatori mediocri ma, ciò che è più grave, con scarsa personalità. Poco furore, nessun elemento in grado di alzare il tasso dell’intensità di gioco. Aprirà a breve il calciomercato, urge reperire calciatori con le caratteristiche che attualmente mancano. Anche se i 90 minuti di Taranto-Cosenza potrebbero avere sconfessato tutto, in particolar modo le stesse affermazioni del DS secondo cui mancano elementi di vigore e quelle dell’ex allenatore secondo cui questa squadra non è in grado di costruire gioco e di fare del pressing alto.

“Vorrei una tifoseria unita”. Anche questo desiderio sarà difficilmente realizzabile, la frattura tra le due fazioni del tifo organizzato appare sempre più insanabile. Un’eventuale riappacificazione darebbe forza alla squadra e a tutto l’ambiente circostante. Per fortuna emerge l’encomiabile lavoro di Cosenza nel cuore, punto di riferimento per spirito di aggregazione e passione fattiva al servizio della causa.

“Vorrei uno stadio nuovo, più caldo, più funzionale, più accogliente”. Che fine ha fatto il progetto sbandierato ai quattro venti in periodo di campagna elettorale dal sindaco Mario Occhiuto? Ci è stato mostrato un “S.Vito Marulla” da sogno, al passo coi tempi e innovativo. Il primo cittaadino ha da poco rilanciato l’iniziativa, nella sua abituale conferenza stampa di fine anno. Speriamo che il 2017 porti con sè novità positive sull’inizio dei lavori.

“Vorrei un bomber in grado di accendere l’entusiasmo”. Da quanto tempo manca al Cosenza un goleador da doppia cifra? Il cosiddetto killer da area di rigore, quel giocatore in grado di catalizzare tutti i palloni vaganti e scaraventarli in rete. Bene fece La Mantia nella passata stagione con i suoi 13 gol, ma non aveva quell’appeal e quella stoffa in grado di farlo diventare un beniamino del pubblico. Quel numero 9 vecchia maniera, come un certo Gigi Marulla.

“Vorrei vedere più bambini allo stadio”. I lunghi anni bui negli inferi del calcio hanno stroncato l’attaccamento dei più piccoli al Cosenza Calcio. Crescere sapendo di dover assistere a Cosenza-Adrano e Cosenza-Scillese non deve essere stato il massimo, si può ben capire. A dire la verità i piccoli successi delle ultime stagioni e la presenza costante in categorie più consone al nostro blasone stanno restituendo pian piano vigore alla nostra storia e la presenza dei bimbi, con tutto l’entusiasmo che si portano dietro, è più frequente. Ma diciamoci la verità, che soddisfazione si prova nel vedere in giro per la città un bambino con la divisa del Cosenza?

“Vorrei essere sempre orgoglioso della mia squadra, anche nelle sconfitte”. Si, proprio così, perchè il senso di appartenenza e i sacrifici dei tifosi disposti a macinare chilometri per due soli colori non devono essere più scalfiti e mortificati da prestazioni indegne e senza mordente come quelle di Siracusa, Andria e Foggia. Per non parlare delle sconfitte interne con Taranto e Catania, e del derby casalingo con il Catanzaro. Tappiamo la bocca una volta per tutte agli infedeli e al loro noiosissimo refrain: “Ancora và appriessu aru Cusenza?“.

Tutto questo e tanto tanto altro ancora mi aspetto dal 2017 della mia squadra del cuore, l’unica per la quale non sarò mai disposto ad accettare compromessi. Tu mi scorri nelle vene. Buon anno Cosenza mio.

Per approfondimenti consulta la pagina Facebook Lupi si nasce e Lega Pro vista dal Sud-Girone C.

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