A tre mesi dalla sua inaugurazione la hall of fame è ancora blindata al pubblico. Silenzio assordante delle istituzioni sulla questione.

Chi ha avuto la fortuna di essere presente quel 14 Ottobre 2016 ha ancora negli occhi e nel cuore le sensazioni e le forti emozioni provate alla vista del tunnel dello stadio “S.Vito Marulla“. 35 metri di passione curati in ogni dettaglio, vissuti e osservati con la lacrimuccia pronta a cadere. I momenti più importanti di oltre 100 anni di storia, i calciatori più rappresentativi, gli uomini che hanno segnato un’epoca, alcuni presenti fisicamente il giorno dell’inaugurazione, altri portati via da un malvagio destino. I vari Bergamini, Catena, Marulla non sono più tra noi, ma sono nel mito, con pieno merito. La hall of fame rossoblu non è un insieme di semplici gigantografie appese sulle pareti, è orgoglio e gioia di cui deve inebriarsi una città intera, e qui veniamo al dunque. L’iniziativa portata a termine con dedizione dall’associazione Cosenza nel cuore ha diversi scopi.
Il primo, partita dopo partita, l’ha già portato in porto, quello di infondere la giusta carica a chi ha l’onore di vestire la casacca rossoblu, a pochi attimi dall’inizio della contesa. Da semplici tifosi possiamo solo sperare che tutto ciò sia accaduto e continui ad accadere, che chi entra in campo e rappresenta questi colori trovi la determinazione adatta anche percorrendo il sottopassaggio. Il secondo scopo, probabilmente più importante, è tuttora una chimera. Il tunnel va visitato, deve diventare motivo di orgoglio per una tifoseria, deve trasmettere ai più giovani e non solo il giusto senso di appartenenza. Come può essere possibile se non viene aperto al pubblico? Perchè le autorità comunali fanno orecchie da mercante alle continue richieste di chi vuole e pretende giustamente che la hall of fame sia patrimonio di tutti?
Qualcuno dovrà dare le giuste risposte a queste domande apparentemente semplici. Poi non si dica che il solito discorso delle istituzioni tremendamente lontane dalle esigenze della gente è uno squallido luogo comune. Qui anche ottenere una semplice risposta appare un’impresa titanica. Chi di dovere si risvegli dal suo torpore e dimostri di essere lì sulla sua sedia ricca di privilegi per una giusta motivazione, i lupi chiamano, vogliono tornare nella loro tana.
Per approfondimenti consulta la pagina Facebook Lupi si nasce e Lega Pro vista dal Sud-Girone C.
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