Tutti i meriti del tecnico che vuole rilanciare le ambizioni del Cosenza. Il DS Valoti gli ha messo a disposizione un organico di prim’ordine.
Salire a bordo su un’imbarcazione che inizia a scricchiolare non è mai impresa facile. Stefano De Angelis ha avuto la fortuna di conoscere già i punti nevralgici dove andare ad intervenire, ha apportato le dovute correzioni per evitare che la barca cominciasse a riempirsi d’acqua e affondare. Lui c’era anche quando il timoniere era Roselli, è solo cresciuto di grado dopo la naturale gavetta. Solo un anno fa di questi tempi la nave Cosenza viaggiava verso lidi sicuri, il comandante dell’epoca aveva le idee chiare, conosceva bene la rotta. Col passare del tempo il mare si è ingrossato, le insidie sono aumentate e il colonnello Giorgio ha perso la bussola. Indispensabile il cambio al comando per evitare di fare la stessa fine del Titanic.

L’equipaggio ha ritrovato fiducia sotto la guida di De Angelis, ha ripreso a viaggiare in pompa magna con un’andatura che fino a pochi mesi fa era del tutto sconosciuta. La flotta rossoblu ora attacca tutto e tutti come se fosse una nave di pirati, con la convinzione di chi non ha paura della forza degli avversari. Nella mentalità offensiva del nuovo mister non fa differenza se di fronte c’è il Taranto o il Matera di turno, si gioca sempre per vincere e per avere la meglio sul nemico. E’ questo uno degli aspetti che hanno riportato entusiasmo in seno alla tifoseria, il senso di appartenenza mostrato in primis dal tecnico.
Lo ha detto lui stesso nella puntata del martedì di “Lupi Si Nasce“: “Noi siamo il Cosenza, il nostro obiettivo è sempre quello di cogliere i 3 punti“. Sta operando quotidianamente per cambiare aspetto a quella che pian piano sta diventando la sua creatura: “C’è ancora da lavorare sulla tenuta fisica, io e lo staff stiamo sottoponendo i giocatori a dei carichi di lavoro piuttosto pesanti. Non potremo essere aggressivi sempre per tutti i 90 minuti, potrà succedere di vedere un Cosenza che tiri il fiato per uno spezzone di partita“. C’è anche il tempo per sottolineare la possibilità di nuove prospettive tattiche: “Con l’arrivo di elementi come Letizia e Mendicino potrò permettermi di variare assetto. Un accenno si è già visto a Melfi, con il 4-2-3-1 proposto nel secondo tempo. Quando Letizia, giocatore molto bravo negli spazi stretti ma ancora non al top della forma, riuscirà a reggere una partita intera vedremo una delle varianti del Cosenza che ho in mente“.
Ancora vivide le intense emozioni che sta vivendo da quando siede sulla panchina dei silani: “Per me era già un onore allenare la Berretti, figurarsi ora che guido la prima squadra. Non perdo e non perderò mai questo entusiasmo. Vivrò questa esperienza partita dopo partita come se fosse sempre la prima volta. Lo dico spesso, per me tutte le partite sono potenziali finali di Champions“. Parola d’ordine in vista della partita di Vibo Valentia è evitare cali di concentrazione come visto nel primo tempo del match a Melfi: “Tra la prima e la seconda frazione di sabato scorso i ragazzi mi hanno dimostrato di aver capito gli errori commessi e non c’è stato bisogno di essere troppo duri con loro“.
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