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Game, set and match Cosenza

Vincere, convincere e stravincere, andando oltre ogni più rosea aspettativa. Il mercoledì pomeriggio dei tifosi rossoblu è stato illuminato da una valanga di reti, un risultato di proporzioni tennistiche e dai contorni storici, mai nella sua lunga storia il Cosenza era stato capace di rifilare sei gol agli avversari fuori dalle mura amiche. Era successo nella stagione 2007/2008 ma al “S.Vito Marulla“, Cosenza-Gelbison 6-0. Porta bene ai silani il turno infrasettimanale, la compagine rossoblu lo aveva sfruttato a pieno anche nello scorso Dicembre andando ad espugnare lo stadio “Esseneto” di Agrigento e salvando solo momentaneamente la panchina scricchiolante di Giorgio Roselli. In un colpo solo il Cosenza rilancia così le ambizioni di ottenere una migliore in postazione in chiave playoff e restituisce fiducia ad un ambiente che iniziava a percorrere la pericolosa via della rassegnazione ad un finale di campionato anonimo. 

La vittoria roboante di Monopoli non è quasi mai stata in discussione, eccezion fatta per i pochi minuti intercorsi tra il pareggio del centrocampista biancoverde Franco e il nuovo vantaggio siglato da un Mendicino in stato di grazia. La palma del migliore in campo è tutta sua, l’attaccante ex Siena ha finalmente dimostrato di che pasta è fatto giustificando la fiducia che il DS Valoti ha riposto nei suoi mezzi e il contratto triennale riservatogli dal presidente Guarascio. Le ultime prestazioni di Super Mendo avevano lasciato presagire la sua definitiva esplosione, un gol da rapace dell’area di rigore nella trasferta di Caserta e i pochi, forse troppo pochi, minuti che gli sono stati concessi nel match domenicale contro il Lecce avevano dimostrato in maniera lampante un ottimo stato di forma. Tutti gli avanti rossoblu si sono infilati come coltello nel burro della difesa dei padroni di casa, la performance del pacchetto arretrato composto da Carissoni, Ferrara, Mercadante e Ricucci è stata a dir poco tragicomica, uno spettacolo degno del Rocky Horror picture show

Questo aspetto però non deve sminuire la prova di forza offerta dai ragazzi di De Angelis e in particolar modo il fiuto del gol messo in mostra proprio da Mendicino, che oltre alla doppietta si è messo in luce regalando il prezioso assist per la segnatura di Caccetta, spaziando in lungo e in largo per il suo settore e dannandosi l’anima per ogni singolo pallone. Appare una logica conseguenza delle cose la decisione presa in casa Monopoli di sollevare dall’incarico il tecnico Bucaro dopo 7 partite sfortunate per affidare nuovamente la panchina a Zanin, un tentativo estremo di rimettere in piedi la baracca dopo 5 lunghissimi mesi senza una vittoria che hanno fatto sprofondare il gabbiano nelle sabbie mobili della zona playout. Giunti così a 6 giornate dal termine del campionato ci si chiede se aveva ragione mister Stefano De Angelis a infondere ottimismo per le sorti future della squadra anche quando le cose non giravano per il verso giusto, il tecnico romano lo aveva ribadito già alla vigilia del match quando confessava l’intenzione di voler prendere da subito il controllo dell’incontro e lo ha sottolineato al termine dei 90 minuti promettendo al popolo bruzio che ci sarà da divertirsi. 

Sul tabellino si legge 2-6, è calcio ma potrebbe essere tennis, nell’anno in cui un campione assoluto come Roger Federer, per questioni anagrafiche erroneamente considerato sul viale del tramonto, sta vivendo una seconda giovinezza. Chissà che anche il Cosenza svogliato e inerme degli ultimi tempi abbia trovato nuova linfa e invece di trascinarsi senza opporre resistenza verso un rush finale senza arte né parte, abbia contro ogni previsione imboccato la strada che porta alla redenzione e al riscatto.

Per approfondimenti consulta la pagina Facebook Lupi si nasce e Lega Pro vista dal Sud-Girone C.

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