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Addio ragioniere, com’è stato umano lei

E’ morto Paolo Villaggio. Se ne va, all’età di 84 anni, il personaggio simbolo della comicità italiana. Con lui scompare anche il ragionere Ugo Fantozzi

Inizio anni ’90. Come scorre via un tranquillo pomeriggio invernale di un ragazzino nel pieno passaggio dall’infanzia all’età adolescenziale? Porta a termine i suoi compiti, perchè non sfugge ai suoi obblighi, prima il dovere poi il piacere, così gli è sempre stato insegnato, e lui segue questi dettami con applicazione. I computer esistono ma non offrono ancora tutte le opportunità del nostro presente, internet e i social network sono mondi del tutto sconosciuti. L’impiego che si fa del pc, indispensabile al giorno d’oggi, è limitato ai giochi, prevalentemente di stampo calcistico: leggi alla voce Sensible Soccer, Football Manager ecc.

Fantozzi e Filini
Fantozzi e Filini

Bisogna fare una scelta: tentare di vincere la Premier League con l’Arsenal o volgere lo sguardo verso lo scaffale delle videocassette? Se ha optato per la seconda opportunità si trova di fronte ad un altro dilemma: su quale genere di film lanciarsi? Anche in questo caso è un compito arduo arrivare ad una decisione, perchè la vasta gamma che ha disposizione è di quelle da fare invidia ad una videoteca. C’è la fantascienza mista ad avventura con i film cult dell’epoca: Navigator, Guerre Stellari, La Storia Infinita, Indiana Jones, Batman e chi più ne ha più ne metta. L’occhio poi cade su una sezione a parte, staccata dalle altre: sull’etichetta adesiva dei vhs campeggia una scritta a caratteri cubitali, vi si può leggere distintamente FANTOZZI.

Nel 1993 la saga del ragioniere più sfigato d’Italia può già contare all’attivo nove film, che vale la pena elencare tutti: Fantozzi (1975), Il secondo tragico Fantozzi (1976), Fantozzi contro tutti (1980), Fantozzi subisce ancora (1983), Superfantozzi (1986), Fantozzi va in pensione (1988), Fantozzi alla riscossa (1990), Fantozzi in paradiso (1993). A questi si aggiungeranno in seguito: Fantozzi – Il ritorno (1996) e Fantozzi 2000 – La clonazione (2000).

A quei tempi il personaggio interpretato magistralmente da Paolo Villaggio è ormai un must della cinematografia italiana e non solo. Profondamente sfigato, sottomesso alla crudeltà dei poteri forti, tremendamente e straordinariamente mediocre ma con una fortissima voglia di riscatto. “Il prototipo del tapino, la quintessenza della nullità”, come definito dallo stesso compianto Villaggio.

Non è mia intenzione soffermarmi sulla valenza antropologica della figura del ragioner Ugo Fantozzi. La rappresentazione dell’italiano medio di quell’epoca, intrinseca di significati che vanno al di là di un semplice protagonista di una serie di film, sfugge agli occhi di un dodicenne. Ciò che colpisce è la sua simpatia, la sua eccezionale ironia e una serie infinita di personaggi da ricordare, che fanno da corollario al mondo che circonda “Fantocci“: la moglie Pina, la figlia Mariangela, Filini, Calboni, la signorina Silvani, il megadirettore galattico, il duca conte Balabam, Franchino, il conte Semenzara, la contessa Serbelloni Mazzanti Viendalmare e tanti tanti altri.

Tra le sue doti migliori ci sono quella straordinaria capacità di spostare con il passare degli anni, affinando una fantastica tecnica di concentrazione dei tempi, la sveglia dalle 6:15 iniziali alle 7:51, per arrivare drammaticamente in tempo a timbrare il cartellino della megaditta alle 8:30 in punto. Da tramandare agli annali gli innumerevoli hobby coltivati insieme al fraterno collega Filini: la domenica a caccia, la partitella di calcio tra scapoli e ammogliati, l’incontro di tennis nella nebbia, la coppa Cobram di ciclismo, le gite in camper. E poi la cotta per la single più ambita da tutti i colleghi di lavoro: la signorina Silvani. E ancora, Calboni e le sue serate all’Ippopotamo, night club di rinomata fama. I nove tassì chiamati per tre persone: una media di 2 e un quarto a persona.

Fantozzi e la signorina Silvani
Fantozzi e la signorina Silvani

Tutto questo e tanto altro ancora è stato “Puccettone“, così come veniva chiamato affettuosamente proprio da Calboni. Paolo Villaggio non era solo Fantozzi, anche se ovviamente verrà ricordato soprattutto per questo. Paolo Villaggio era un fantastico attore e un personaggio dalla straordinaria intelligenza, capace di pensieri estremamente raffinati, colti e incisivi. Chi non è riuscito ad apprezzarlo non sa quello che si è perso, non ha inserito nel proprio bagaglio un’esperienza fondamentale.

Il comico genovese non stava bene da tempo ma speravamo che la triste notizia non sarebbe mai arrivata. Con lui se ne va un pezzo di Italia e un pezzo di noi, che oggi, nel ricordarlo abbiamo fatto un salto indietro nei nostri ricordi. L’ho fatto anche io, perchè quel bambino che spesso preferiva i suoi film ad altri, scompisciandosi dalle risate nel vedere e rivedere le sue scene, ero proprio io. E’ il 3 Luglio 2017: mi assale un velo di tristezza e di malinconia, per me è da considerarsi giorno di lutto nazionale. Concedetemi una giornata all’insegna della nostalgia: non c’è più un genio, non c’è più una parte di me ed è normale che mi senta una “merdaccia“.

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