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In casa Cosenza “u’ bumminu è natu prima i Natale”. Baclet e la magia di una (meritata) tripletta

Habemus Baclet! Questo ha decretato la partita contro la Virtus Francavilla. Il “San Vito Marulla” non vedeva l’ora di urlare orgoglioso e festante il nome del suo centravanti. E lo ha fatto per ben tre volte! Tre gol, uno più bello e significativo dell’altro, segnati da Baclet che, al termine del match, si è descritto “felice come un bambino”.

Non è un caso questo. Se convenzionalmente il 25 dicembre segna la nascita del Bambino, a Cosenza detto “u’ Bumminu”, il 10 dicembre sarà ricordato dalla Cosenza calcistica come il giorno della (ri)nascita “d’u Bumminu” Allan Pierre Baclet. Oggi la copertina è tutta per l’attaccante francese, simbolo del volere – potere e del soffrire in silenzio nel lungo momento di astinenza per poi regalare coi fatti una gioia grande alla sua gente, anche a chi lo ha criticato aspramente, nonché a chi lo ha fatto soltanto in maniera satirica e simpatica (ogni riferimento ai pagellisti – tifosi “tagliaturi” come me medesimo, che esprimono democraticamente la propria opinione al solo scopo di stimolare i propri beniamini a superare le difficoltà per portare in alto i nostri amati colori, è puramente “voluto”).

Allan Pierre Baclet con il pallone della tripletta (photo IlCosenza.it)

Del resto, il buon Allan è “nu guagliune i core” e, come tale, prova piacere prima nel “dare” che non nel mero “ricevere”. La sua tripletta ha prodotto anticipatamente l’effetto magico del Natale: ha regalato serenità ad un ambiente logorato dalle paranoie, ai suoi compagni di squadra e a chi dirige l’orchestra rossoblù, consentendo a tutti di approcciarsi alla prossima difficile sfida in quel di Trapani con il sorriso e con la consapevolezza di valere molto di più di quanto l’attuale classifica recita. L’oracolo delfico Braglia lo aveva detto nella conferenza pre-gara, “questo ragazzo deve solo star tranquillo, appena si sbloccherà, segnerà a ripetizione”. Una profezia che rappresentava una speranza alla vigilia della partita di domenica ma che si è rivelata una solida realtà al termine della medesima.

Addirittura è arrivata una tripletta che ha consentito ad Allan di portarsi a casa il pallone e di ripagare la tifoseria con gli interessi e “puru cu l’anatocismo”. Con l’ausilio della bellezza del volgare cosentino, ho assimilato questo evento “a ‘na chiavata”. Mi perdoneranno gli esteti – aristocratici della penna politicamente corretta ma soltanto chi ama visceralmente i colori rossoblù può capire il trasporto emotivo, il pathos, la felicità che riempiono il contenuto di questa espressione dialettale, impiegata (giova ricordarlo) in un contesto satirico, non formalistico. Nel fare le pagelle, non ho mai provato così tanta soddisfazione come quando ho scritto quella consacrante la prestazione perfetta offerta domenica scorsa da Baclet.

Il rigore del 3-1 (photo Rosito)
Il rigore del 3-1 (photo Rosito)

Da qui in avanti, vorrei tanto ripetermi nell’attribuzione di giudizi strabordanti di festosità anche nei confronti di tutti gli altri calciatori. Significherebbe che il Cosenza ha capito finalmente come regalare felicità ai suoi tifosi. Intanto, val bene estendere erga omnes gli effetti della magica tripletta di Allan per infondere coraggio al resto del gruppo poiché, ironia della sorte, proprio il nostro centravanti non potrà scendere in campo a Trapani per causa di squalifica. Allora, “sta simana allisciamuni a Baclet” per assorbire la sua positività. Ne abbiamo tutti bisogno. Ora inizia il nostro campionato. Jamu lupi!

Federico Perri, libero pensatore.

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