“Salite ai piani di sopra portando il vostro cuore, io l’ho fatto e quando ho visto per la prima volta gli spazi di questo museo mi sono emozionato”.

Il sindaco Mario Occhiuto con queste parole si è rivolto alle autorità, ai giornalisti, agli artisti e ai tantissimi visitatori che non hanno voluto mancare al momento del taglio del nastro del BoCs Art Museum, una visione progettuale del primo cittadino che si realizza, uno spazio che è un’esperienza sensoriale per chi si trova ad ammirare le opere della mostra inaugurale intitolata “Ricognizioni. Dai Bocs Art i linguaggi del contemporaneo”.
“Per noi questo non è solo un museo – ha detto Occhiuto – è un progetto di innovazione nella produzione culturale della città, è un modo di far conoscere Cosenza al di fuori del territorio della Calabria, in un modo diverso, ovvero Cosenza come fabbrica creativa che diventa occasione di sperimentazione e di contaminazione. Il segno che anche qui, anche al Sud, si possono concretizzare idee che percorrono la strada della bellezza come la strada dello sviluppo del territorio”.
A fargli eco, il vicesindaco con delega alla Cultura Jole Santelli: “Il museo è collocato in uno dei nostri chiostri identitari più straordinari, il complesso monumentale di San Domenico, che ora finalmente viene restituito alla città nella sua interezza, con questo connubio particolare di antico e contemporaneo. L’orgoglio dell’Amministrazione comunale – ha aggiunto Santelli – è anche quello che le opere che costituiscono il museo sono tutte opere realizzate a Cosenza, durante le residenze artistiche dei BoCs Art, da artisti nazionali e internazionali. E occorre ricordare che i BoCs Art nascono da un sindaco visionario che è Mario Occhiuto”.
La cerimonia ufficiale di inaugurazione della mostra curata da Alberto Dambruoso e allestita da Maurizio Orrico, si è svolta dopo la presentazione del catalogo che raccoglie le opere delle prime dieci residenze artistiche.
Tra le personalità presenti alla cerimonia, oltre al prefetto di Cosenza Giancarlo Tomao, al colonnello della Guardia di Finanza Marco Grazioli e a numerosi esponenti della Giunta e dell’Amministrazione comunale, anche il deputato Roberto Occhiuto, il consigliere regionale Mimmo Tallini, il sindaco di Catanzaro Sergio Abramo e il il maestro orafo Gerardo Sacco.
.BoCS Museum e il progetto BoCS Art
BoCS Museum è il Museo d’arte contemporanea della città di Cosenza, ospitato nel complesso cinquecentesco di San Domenico, restaurato dall’Amministrazione comunale.
Esso costituisce un importante traguardo del progetto BoCS Art – Residenze artistiche, ideato dal Sindaco Mario Occhiuto e costantemente portato avanti e implementato nel corso di questi anni.
27 atéliers d’artista posizionati nel centro storico lungo il Fiume Crati che ospitano regolarmente artisti nazionali e internazionali, tanto di rinomata fama quanto giovani promesse, espressione ciascuno dei differenti linguaggi dell’attuale panorama dell’arte contemporanea.
BoCS Museum espone le opere realizzate a Cosenza e le restituisce alla collettività e alla fruizione pubblica.
Il progetto BoCS Art, nato dal desiderio di creare nel tessuto urbano cosentino un cantiere d’arte internazionale, ha consentito alla città di Cosenza di configurarsi come città d’arte e fabbrica creativa, favorendo l’attivazione di processi di crescita e contaminazione culturale.
Non solo. Cosenza, grazie alle residenze sul Lungofiume, ha ospitato, in soli due anni e mezzo, 400 artisti circa, inserendosi inequivocabilmente tra le capitali del contemporaneo e contribuendo a diffondere la conoscenza della città a livello internazionale.
A conferma dell’impegno profuso per la sua realizzazione e continuità nel tempo, la commissione del Premio Smau ha premiato il Comune di Cosenza come città innovativa nella produzione culturale (2015).
L’arte e le azioni ad essa connesse rappresentano per l’amministrazione comunale uno strumento volto alla valorizzazione degli spazi urbani, alla rivalutazione dell’area fluviale e alla crescita del centro storico e della città tutta.
La vitalità espressa dal Comune si è tradotta nella creazione di una nuova e più tangibile funzionalità ed estetica cittadina e al contempo nella riqualificazione delle aree periferiche e dismesse, quale il Lungofiume, divenuto così centro propulsore di rinnovate attività culturali.
Peculiarità del progetto BoCS Art e dell’esposizione del BoCS Museum è la stretta correlazione tra le opere realizzate in situ dagli artisti (e donate al Comune) con la città stessa, le sue origini, i suoi miti, i fiumi, le personalità, ovvero tutto il patrimonio di identità materiali e immateriali che, pur sfuggendo agli occhi distratti, diventa ispirazione dello sguardo sempre attento dell’artista.
BoCS Museum espone una selezione di opere acquisite al patrimonio comunale e si configura come “work in progress”, in costante arricchimento e dialogo con le residenze BoCS Art, ma anche con artisti ed Musei della comunità artistica nazionale e internazionale.
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