La storia si ripete: mister Gaetano Auteri viene a Cosenza, ci lascia le penne per l’ennesima volta e tira fuori un’arringa difensiva degna di un Carlo Taormina in forma smagliante.
Sentir dire al tecnico di Floridia che: “Noi, d’altronde, prima della loro rete di vantaggio abbiamo tenuto anche molto bene“, che la squadra rossoblu non si è mai resa particolarmente pericolosa dalle parti di Golubovic quando il suo Matera ha effettuato il primo (e unico) tiro in porta al minuto 88 in occasione della rete di Dugandzic è a dirla tutta un affronto alla realtà dei fatti.
Per amore della verità, ma soprattutto per illuminare chi non ha avuto la possibilità di guardare il match del “S.Vito Marulla” e voglia in qualche modo affidarsi a questa personalissima e discutibile ricostruzione dei fatti, bisogna elencare una per una le palle gol create dagli uomini di Braglia.

Nell’ordine: 11′, Pascali colpisce il palo a botta sicura su azione da calcio d’angolo strozzando in gola l’esultanza dei 1500 (ancora troppo pochi) spettatori presenti sulle platee dell’impianto cosentino; 14′, Perez da buona posizione ciabatta il tiro mandando la palla sul fondo; 30′, Tutino si inventa un’improbabile rovesciata rischiando di realizzare il gol dell’anno; 35′, Calamai nell’area piccola non controlla il pallone e Golubovic in uscita agguanta il pallone; 51′, Loviso ha tutto il tempo per prendere la mira dal limite dell’area ma sparacchia alto.
Se la matematica non è un opinione si contano 5 occasioni da rete, alle quali vanno aggiunte le 2 concretizzate dai goleador di giornata Pascali e Corsi. Si, il terreno di gioco è davvero infame, è da terza categoria, nulla da ridire su questo, e lo era ancor di più ieri dopo la pioggia incessante caduta sulla città per tutta la giornata. Ma le squadre in campo sul manto, fangoso più che erboso, del “S.Vito Marulla” erano due e anche il Cosenza annovera tra le sue fila calciatori estremamente tecnici che sono stati penalizzati dalle cattive condizioni del rettangolo verde.
Eppure Loviso (finalmente una prestazione egregia, degna della sua fama), Tutino, Bruccini e Okereke (che impatto sulla partita!), tutta gente che fa della tecnica palla al piede il suo marchio di fabbrica, sembravano muoversi sul velluto. La verità uscita fuori dalla gara che ha consentito ai silani di cogliere la quinta vittoria consecutiva è che il tasso tecnico di questo Matera è nettamente inferiore a quello della passata stagione e in buona sostanza l’attuale divario tra le due compagini ed emerso palesemente è il vero fattore che ha determinato il risultato.

L’imprevedibilità degli episodi, componente essenziale nel football, può sovvertire i pronostici e, a volte, premiare il più debole. Si, a volte, perché nella maggior parte dei casi vince chi ha osato di più, chi ha messo maggiore audacia sul campo di battaglia e al termine della contesa indossa la corona d’alloro sul capo e trionfa meritatamente. Esattamente quello che è successo ieri nella partita tra Cosenza e Matera.
A riprova delle nostre tesi e dell’onestà intellettuale di chi, al contrario di altri, con intelligenza e sincerità, è capace di accettare la sconfitta, riportiamo le parti salienti del commento alla partita apparso sulle colonne di TifoMatera.it: “Vittoria dei calabresi meritata e maturata nel secondo tempo, dopo aver dominato la prima frazione. Biancoazzurri senza idee e quasi mai veramente pericolosi. Fatta eccezione per il gol, nelle statistiche finali il dato che risalta maggiormente sono gli zero tiri in porta degli ospiti”.
Immagine di copertina dell’articolo IlCosenza.it.
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