Il vecchio adagio cosentino rispecchia pienamente l’attuale momento del Cosenza Calcio, ormai le parole non servono più, le bestemmie (anzi i iestime) prevalgono ormai senza quartiere. Allora proviamo a ricapitolare qualche circostanza, in attesa che… a nuttata passi…
1): Le vicende che ci troviamo a narrare oggi non nascono certo qualche giorno fa, né dobbiamo sorprenderci di quanto sta accadendo. La scorsa estate viene elaborato un progetto tecnico affidato al duo Trinchera/Fontana: il risultato è stato a dir poco penoso e di certo non per colpe esclusive dell’ex tecnico. Se scegli di affidarti ad un allenatore con una specifica impronta calcistica devi, e sottolineo devi, costruire una rosa adatta allo stesso investendo su calciatori specifici e sui quali lavorare con tempo e pazienza. Nulla di tutto questo è stato fatto e aggiungiamo anche una preparazione atletica a dir poco inesistente riferita a giovanotti, la maggior parte, non più in tenera età.

2): Esonerato Fontana arriva Braglia. Le prime parole del tecnico toscano sono lo specchio fedele di tutto quanto poi accade….”qui bisogna tornare all’antico“….e allora al via nuova preparazione atletica, anzi la prima, via con un nuovo progetto tattico che parte dalla base: solidità difensiva, fisicità, mentalità. Ma tutto questo costa tantissimo sia dal punto di vista fisico che dal punto di vista mentale e la rincorsa affannosa a riprendere una collocazione di classifica degna purtroppo la paghi soprattutto ora.
3): Arriva il mercato di gennaio e, presumiamo, Mr. Braglia detta le sue indicazioni per il restyling. Vanno via quelli che nel progetto tecnico non rientravano più (con un corposo risparmio sugli ingaggi) e si sarebbero dovuti ingaggiare giocatori funzionali al progetto. Fatto sta che, ad oggi, tutta questa funzionalità non si è riuscita ad intravedere anzi, agli occhi dei più, sembrano proprio mancare quegli elementi che avrebbero dovuto dare, soprattutto, anzi esclusivamente, in fase offensiva, quel quid plus che manca come il pane a questa squadra (fasce e trequarti latitano in maniera a volte disarmante).
Queste precisazioni, che non vogliono essere capi d’accusa, ma semplici constatazioni che ci portano ormai da qualche settimana a parlare di normalità, le facciamo per evitare di confondere i piani di ragionamento: l’arrivo di Braglia ha fatto illudere tutti che i problemi del Cosenza si potessero risolvere in un battito di ciglia. Ma, ahinoi, così non è: i difetti che si porta dietro questa squadra sono e resteranno quelli che già la scorsa estate, con grave imbarazzo anche del sottoscritto che aveva applaudito al mercato estivo, aveva palesato dopo le prime partite.
Questa rosa è dovuta ripartire, essendo stata mal costruita, da zero e oggi paga tutti gli errori commessi ivi compresi quelli che a gennaio non si è saputo o potuto correggere (Iocolano e Melara sono stati semplici nomi “giornalistici” o esigenze rappresentate e non soddisfatte??).

Insistere nel trovare esimenti quali il terreno da gioco, gli arbitri, lo scarso pubblico o qualsivoglia ulteriore calamità naturale, non fa che spostare i problemi che invece di essere affrontati in maniera costruttiva vengono maldestramente celati in attesa di miglior sorte. In tutto questo abbiamo però una fondata speranza che ci auguriamo possa diventare realtà: raggiunti i playoff e sperando di non soffrire troppo nei primi turni, questa squadra ha le caratteristiche giuste per affrontare squadre tecnicamente più forti.
Tanto per capirci ci sembra di vedere quei pugili grandi incassatori che sanno sfiancare gli avversari per atterrarli poi al 12° round con un sol colpo ben assestato. Speriamo sia così. Sino ad allora, tutto normale, e come sempre ci auguriamo che chi di dovere guardi ed impari, per non ricommettere sempre gli stessi noiosi e ripetitivi errori.
ANTONIO PALLO
Immagine di copertina IlCosenza.it.
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