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Top & flop: le pagelle di Cosenza-Casertana

Il migliore in campo scelto dai followers di “Lupi si nasce” è GENNARO TUTINO: il totale dei votanti è stato di 109, in 57 (il 52%) hanno espresso la loro preferenza per il giovane attaccante rossoblu; i restanti 52 (il 48%) hanno optato per KASTRIOT DERMAKU.

SARACCO 6 (Assopito): Guadagna la sufficienza grazie ad un bell’intervento nel secondo tempo. Per il resto parìa ca dormìa: na musciarìa ca mancu nu bradipo. Nelle uscite n’ha fattu spagnà e sul gol preso avìa di chiuda i cosce. Ora è il caso che si svegli.

IDDA 6,5 (“Tùastu”): Grande partita di intensità e di macelleria. Non sbaglia nulla. Nu niarvu.

DERMAKU 6,5 (Muro invalicabile): Preziosissimo per mantenere il pareggio. Di testa iddru e Pascali i piglianu tutte.

PASCALI 6,5 (Senatore): Gara di auctoritas. Nel momento di maggiore stanchezza dei compagni, in cui nessuno più andava a pressare gli avversari, iddru, per invitare tutti a non mollare, ha lassatu a difesa ed è partutu in avanti a rincorrere i casertani. Pigliati appunti.

Angelo Corsi (ph. IlCosenza.it)
Angelo Corsi (ph. IlCosenza.it)

CORSI 6+ (“Spìartu”): Partita di carattere e di mestiere. Riesce a sopperire alle difficoltà fisiche con un gioco intelligente. Ha avuto un’occasione di testa e ha mannatu a palla ari stelle. Pu però, quannu crossava minava a palla natru pocu rasoterra.

BRUCCINI 5 (Esausto): È n’terra cu tutte i quattru rote. Non si vede e quando si vede, sbaglia. Speriamo riprenda energie perché è fondamentale.

CALAMAI 5 (Svigorito): Puru iddru è stanco. Non riesce a dare il suo solito contributo, complice anche la scelta del centrocampo a due che favorisce la Casertana. Gira a vuoto e poi si infortuna. Iamu curi cazzi.

D’ORAZIO 5 (Spettatore): Il gol preso è responsabilità sua. Sembrava uno spettatore e non un giocatore: s’è misu a guardà Rajcic e Finizio e unn’ha capito ca avìa di fa u fuorigioco. Oltre a sa durmuta, paga anch’egli la stanchezza.

OKEREKE 6,5 (Ispirato): Corre, sgomita ed aiuta Corsi in difesa. Suo è l’assist per il gol di Tutino, dopo aver approfittato di un liscio di Pinna. Povaroma stava iocannu buanu ed è stato sostituito. A prossima vota li cummena a fa schifu e si fa tutta a partita.

PEREZ 5,5 (Ossimoro): Gran lavoro di sacrificio per i compagni. Mina i malamorte fino a quando non chiede il cambio per un infortunio. Ormai l’amu nquatratu: n’attaccante che non attacca, non vede, non sente la porta.

TUTINO 6,5 (Cinico): Gioca una brutta partita ma ha il grande merito di segnare, nei primi istanti del match, il gol-qualificazione. Come i sui compagni, avverte una certa stanchezza fisica e mentale che lo porta a sbagliare tanto. Sovente parìa na trottola impazzita e senza meta.

DALLA PANCHINA

PALMIERO 5,5 (Impercettibile): Mi signu stancato i scriva ca i iocaturi su stanchi ma è a verità. Entra in campo e partecipa alla sofferenza collettiva.

TROVATO 5,5 (Fumoso): Prova a fare qualcosa di diverso rispetto ai compagni (ca su nchiovati nterra, immobili, monolitici) a livello di mobilità ma, ara fine, è sulu strusciu.

BACLET 6 (Energico): Bravo a proteggere la palla, a prendersi falli e far salire e rifiatare i compagni. Si fa anche vedere in area avversaria con una bella conclusione, poi stoppata da un difensore casertano. Sicuramente più attaccante di Perez ca, prevalentemente, pensa a fa u picchiatore fora i l’area.

Domenico Mungo (ph. IlCosenza.it)
Domenico Mungo (ph. IlCosenza.it)

MUNGO 6 (Prezioso): Entra in campo determinato a far la guerra. È autore di qualche spunto interessante ed è prezioso per raccordare centrocampo ed attacco in una fase della gara in cui nessuno ne aveva più.

All. OCCHIUZZI 6 (Pragmatico): Porta a casa, in tandem con Braglia, la qualificazione. Stavo pensando i minà ara capu sulla scelta iniziale del centrocampo a due e quindi sulla “scelta” di consegnare delle chiavi dell’incontro alla Casertana, oppure sulla generale gara del Cosenza (inguardabile) ma poi ho riflettuto che, al di là di simili discorsi, in questi play off domina la stanchezza per via di scelte folli e cervellotiche dei vertici della lega (no i Salvini ma i Gravina). Vedremo sempre partite nervose, magari con un tempo “regalato” agli avversari di turno, perché sta nella logica (illogica) della pessima formula di questi play off. Per chi come noi è partito proprio dal primissimo turno, la vittoria è frutto del carattere e della fortuna. Non dobbiamo scandalizzarci o pensare che questo sia un demerito. Quando il corpo fa fatica, servono la mente e u culu. Speriamo di recuperare energie psicologiche picchì fisicamente simu misi male ma è normale picchì i partite su ravvicinate. Vietato mollare. Jamu lupi!

GRAVINA (“Un ti dugnu u voto che è mìegliu”): La lista di mmualici c’ha cumminatu da quando presiede la Lega di C è lunghissima ed è in costante aggiornamento. Dal cambiamento delle regole in itinere, ari controlli scadenti ex ante, per approdare ad inevitabili ingiustizie. Ma sa formula di play off è di una demenzialità unica. È fatta sulu pi azà sordi (non interessa se i tifosi riempiano gli stadi o meno) ed è una forma di “istigazione al doping” picchì un si pò iocà ogni tri iuarni. Questo non è calcio. È pazzia.

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