Difficile trovare aggettivi per l’ennesima vittoria del Cosenza sul Trapani: lo 0-2 firmato dai soliti Okereke e Tutino spedisce i rossoblu ai quarti di finale dei playoff.
Strameritata la qualificazione ottenuta dagli uomini di Braglia al termine di 180 minuti in cui i lupi hanno annullato e ribaltato il gap, presente solo sulla carta, con la formazione trapanese. Non si sono visti i 14 punti di differenza che separavano le due squadre al termine della stagione regolare. A dire la verità negli scontri diretti non si erano mai percepiti, tant’è che il Cosenza ha avuto la meglio sui rivali 5 volte su 5 nell’arco di questa annata calcistica.

Piero Braglia è diventato così a pieno titolo il peggiore incubo di Alessandro Calori, suo collega seduto sulla panchina del Trapani. Anche ieri, così come nelle occasioni precedenti e in particolar modo nella gara d’andata, il tecnico rossoblu ha imbrigliato la manovra degli avversari, annullando sia Corapi, cervello dei siciliani, che Marras, temibile e sgusciate esterno di fascia.
Il segreto del successo sta in gran parte nella scelta degli attaccanti. L’evoluzione del risultato ha ripercorso gli stessi passaggi di qualche giorno addietro. Una prima frazione in cui un Cosenza ordinato ha rintuzzato respingendo senza affanni la spinta piuttosto blanda dei padroni di casa. Fin qui il discorso qualificazione è rimasto in bilico. Poi Drudi ha commesso l’imperdonabile errore di lasciare del campo alla pantera Okereke, che ha innescato il turbo lasciando le briciole all’avversario e concludendo la sua falcata con un missile che ha fulminato Furlan.
Gioco, partita, incontro. Giusto un brivido sulla schiena dei tifosi rossoblu al colpo di testa sotto misura di Polidori e arriva il coronamento alla serata magica. Corsi scappa via che è una bellezza, si ricorda che l’aria di Trapani lo trasforma in assist-man e pennella un pallone delizioso sulla testa di Tutino: va solo spinta in rete, apoteosi!
I tifosi granata ammainano le bandiere, capiscono che per loro è finita e può iniziare il tempo dei processi, nella speranza di non dover più incontrare il Cosenza anche negli anni a venire. Per i supporters bruzi invece parte la festa, esplode la gioia per aver raggiunto il traguardo dei quarti di finale. Come 365 giorni fa: allora fu il Pordenone a interrompere il cammino dei lupi, oggi sulla strada di Corsi & co. c’è la Sambenedettese dell’ex portiere rossoblu Pietro Perina.

Il tutto sta nel capovolgere l’esito finale rispetto alla passata stagione. Casca a fagiolo la settimana a disposizione della truppa rossoblu, ovviamente spossata dal tour de force a cui è stata costretta dal calendario massacrante e dalla lunga trasferta in terra sicula. Fortuna che a capo dei lavori ci sia un tecnico che sa come tenere alta la concentrazione.
Fin qui sono stati raggiunti grandi risultati ma il traguardo è ancora lontano e l’ambizione è massima. Non crederci, o semplicemente accontentarsi inconsciamente della soddisfazione data dal superamento di 3 turni, dopo tutte queste dimostrazioni di forza, sarebbe da stupidi.
(Immagine di copertina dell’articolo Rosito)
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