Serate che si stampano nella memoria di un tifoso come un marchio indelebile.
Prima la trepidante attesa del calcio d’inizio, carica di ansia e di tensione. Poi i 90 minuti che valgono una stagione, da vivere tutti d’un fiato col cuore perennemente in gola.
Lacrime e rassegnazione accompagnano le sconfitte; gioia, orgoglio e commozione invece fanno da contorno ai successi più prestigiosi. Così per fortuna è successo mercoledì sera, quando cosentini vicini e lontani si sono uniti in un unico grande coro: questa è una malattia che non va più via! Perché dopo serate così è più bello gridare al cielo e al mondo intero il proprio senso d’appartenenza.
Chi a casa davanti la tv, chi nei locali, chi ha macinato chilometri per essere in Sicilia: ascoltiamo il racconto di alcuni supporters dei lupi su come hanno vissuto la notte di Trapani-Cosenza.
Antonello Sireno: “Cosa dire della partita di mercoledì? Innanzitutto che l’ho attesa con ansia crescente per tutta la giornata (per fortuna il lavoro mi ha distolto un po’ il pensiero) e che l’ho vissuta, come credo tutti i tifosi rossoblu, con grande trepidazione per tutta la durata dell’incontro. Il timore che potessimo subire una rete, nonostante le evidenti difficoltà palesate dal Trapani, è stato sempre vivo specie nel primo tempo quando la nostra squadra mi è sembrata un po’ contratta rispetto alle ultime esibizioni. Ho cominciato a rilassarmi ed a convincermi che (forse) ormai era fatta quando sono stati segnalati i 4 minuti di recupero. Inutile dire l’enorme respiro di sollievo e la grande gioia provata al triplice fischio. Ad maiora e…FORZA LUPI”

Alessandro Righetti e Stefania Colopi: “Chiudo il negozio e prego mia madre di farmi trovare 1 panino con cotoletta da sbranare durante la visione della partita, a casa, al computer, con la mia dolce Stefania. La stanza è buia, appare solo la luce dello schermo che riflette le immagini provenienti dal “Provinciale” di Trapani, si parte. I lupi hanno al seguito circa 150 supporters che li spingono ad ogni azione, su ogni contatto, ad ogni contrasto. Nel primo tempo ad ogni azione guardo il tempo che scorre e sembra andare più lento del solito ma anche dopo aver perso Pascali al 12′ per un problema fisico vedo la squadra tosta e unita, la vedo dare battaglia e sfioriamo il vantaggio con un bolide di Bruccini e gli scatti pungenti di Okereke e Tutino. Nel secondo tempo la musica cambia, siamo ancora più attenti e concentrati e alla prima disattenzione Okereke con la sua andatura caracollante si invola dalla linea mediana e ad ogni passo felpato ci alziamo sperando che passi la palla a Mungo da solo al centro accanto a lui e invece no.
Decide di calciare e trafigge il portiere per lo 0-1. Si è sentito da casa mia, da Piazza Riforma, il boato dei nostri tifosi a Trapani. Siamo ad un passo ormai dal passaggio del turno ma la squadra non cala di concentrazione e alle azioni confuse e frenetiche casalinghe rispondiamo con lo 0-2 al 78′ grazie ad una palla recuperata da Corsi nella mediana avversaria e crossata al bacio al signor Tutino che raccoglie a centro area e trafigge il portiere avversario di testa conquistandosi anche gli applausi del pubblico di casa. È un delirio dei sensi, aspettiamo il triplice fischio solo per veder correre i nostri lupi a festeggiare sotto il settore ospiti. Dopo la gara ci viene voglia di uscire e ci rendiamo conto che ci sono auto con le bandiere al vento e sta tornando l’entusiasmo, che in noi che amiamo il Cosenza da una vita, non si è mai affievolito…Storie di vita vera, storie da lupi!”.
Pierluigi Pallo: “Ho visto la partita a casa in totale solitudine. Sono stati 90 minuti devastanti a livello psicologico, è stato difficile non potersi sfogare come solitamente accade in casa dai gradoni della nostra tribuna. Non riuscivo a stare seduto e ho guardato buona parte della gara in piedi con la sciarpa al collo, come se fossi allo stadio. Ero tesissimo, anche se già dal pomeriggio avevo buone sensazioni. Il passaggio del turno lo definirei grandioso, non un granché dal punto di vista del gioco, ma va detto che non era la partita adatta. Ho visto nei ragazzi in campo la voglia matta di farcela, e così è stato. La differenza la sta facendo l’aspetto psicologico, è un Cosenza concentratissimo e fisicamente in gran forma”.

Salvatore Bartucci: “Una partita dalle mille emozioni! Sono sempre stato fiducioso, due ore prima della partita mi avevi chiesto un pronostico, penso di essere stato un veggente, ho detto 0-2. Onestamente mi aspettavo un Trapani diverso che avrebbe venduto cara la pelle, ma il Cosenza, tecnicamente e soprattutto tatticamente, è stato in grado di fare la partita perfetta. I ragazzi ci stanno regalando delle notti magiche e penso che l’autostima del gruppo sia alle stelle. Penso che non ci siano più dubbi sulle potenzialità del nostro grande Cosenza e gli avversari lo sanno e ci temono. Abbiamo una grande opportunità che sarebbe il coronamento di un sogno. Io ci credo, uniti si vince. #BragliaNonSiTocca”
Antonio Ammannato: “Ero fiducioso ed ansioso fino allo 0-0. Quando vedevo il Trapani nella nostra area ero superteso, ma che gioia quella cavalcata di Okereke in cui sfreccia a tutta velocità e poi con grande freddezza supera Furlan! Un urlo liberatorio: “Gooool!”. Ho preso la mia sciarpa, l’ho baciata, ero in compagnia di colleghi, abbiamo esultato tutti insieme!”
Massimo Cerisano: “Trasferta insolita, carica di paura e tensione per l’importanza della partita. La speranza è che il lunghissimo viaggio di ritorno sarà in allegria e che i riflettori del “Marulla” si riaccendano ancora fra 1 settimana. Si viaggia in silenzio. Pure Vincenzo che fa sempre chiasso è silenzioso sarà che ha lasciato moglie e figlio a casa nel giorno del suo compleanno. Arriviamo a Messina e si mangia qualcosa, scherziamo con i proprietari del bar. “Signò, se vinciamo al ritorno compriamo 50 cannoli!”. Si riparte ed è di nuovo silenzio e tensione. Arriviamo a Termini Imerese, è ancora presto ci fermiamo in autogrill e troviamo altri tifosi. Ripartiamo tutti insieme e parte spontaneo il nostro inno, il Magico Cosenza vincerà. Parte anche un video, è un socio tifoso di Ivrea “Simu ciuati o ci cridimu?”. Me lo chiedo anch’io ad inseguire come tante volte in passato un sogno poi sfumato dopo aver lasciato la famiglia a casa. Nel frattempo siamo già a Palermo dove il 23 maggio non sarà mai più una giornata come tutte le altre. A Capaci il silenzio nasce spontaneo.

Un’ora ancora e siamo a Trapani, loro sono scarichi, non sembrano crederci più, almeno così dicono ma noi non ci crediamo. Siamo dentro al settore ospiti entrano i lupi dagli spogliatoi di fianco, li guardiamo negli occhi, sembrano carichi e determinati e questo ci conforta. Inizia il match, l’amico Ciccio guarda il cartellone elettronico ed esclama “Ragà u primu minutu è passato” sarà così per altri 90 e passa fino ad un abbraccio collettivo con i lupi in campo. Hanno gli occhi della tigre e questo ci conforta anche di più. Ciccio telefona: “Signò, 50 cannoli”. Siamo stanchi, si riparte ma già si pensa al sorteggio ed alla prossima trasferta. Parte ancora l’inno, stavolta è ancora più bello cantarlo tutti insieme perché i riflettori al “Marulla” si accenderanno di nuovo come i nostri cuori carichi di passione. Del resto simu ciuati e stavolta ci cridimu pure. Jamu lupi!”
(Immagine di copertina dell’articolo Rosito)
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