Banner Conad

E allora grazie ragazzi, grazie Cosenza!

Sinora è stata una magnifica, emozionante, gratificante e commovente cavalcata. Al di là di tutto, quello che abbiamo conquistato non potrà negarcelo alcun risultato.

E’ giusto e corretto scrivere oggi, prima della finale di Pescara, per esprimere quelle valutazioni che i ragazzi di Braglia ci hanno regalato in questa maestosa cavalcata play off. Se riflettiamo da dove siamo arrivati, e soprattutto come ci siamo arrivati a giocarci la serie B sulle rive dell’Adriatico, non possiamo far altro che ringraziare questi magnifici ragazzi che hanno impresso nella storia del calcio cosentino un marchio a fuoco indelebile fatto di passione, volontà, ferma determinazione e unione.

Angelo Corsi (ph.IlCosenza.it)
Angelo Corsi (ph.IlCosenza.it)

A settembre squilli di trombe e araldi trionfanti preannunciavano una stagione sontuosa che, all’arrivo dell’autunno, si è trasformata in un piccolo psico dramma con tanto di esonero, contestazione e derby andati in malora. Ma la cura Braglia, a partire dalle trasferte con Lecce e Catania (tra campionato e Coppa Italia) ha iniziato a far vedere che il malato poi così incurabile non era, bastava solo una giusta dieta e, soprattutto, tanta benzina mentale e fisica. Ed in effetti lo spartiacque reale di questa stagione sono state proprio quelle due partite, e non di certo il derby al Lorenzon: in quelle circostanze la squadra si è resa finalmente conto che poteva competere anche con le conclamate corazzate.

Da lì è stato tutto un lavoro a fari spenti: zitto zitto (“cheto cheto” per dirla nella lingua tanto cara al nostro Pierone Braglia) il mister ha iniziato a costruire, mattoncino dopo mattoncino, prima nelle gambe, poi nella testa e soprattutto nel cuore di questi ragazzi, la ferma convinzione che potevamo giocarcela. Il risultato, beh quello cui abbiamo assistito, anche e soprattutto nella magica notte dell’assalto al fortino austro-ungarico, ne è logica conseguenza: la grinta e la lucida determinazione di Corsi, la ferma superiore maestria tecnico-fisica di Mungo, le capocciate di Baclet, tanto per citarne qualcuno, ci hanno reso orgogliosi di averne fatto parte.

Una spinta emozionale dal doppio binario, dal pubblico (che meraviglia quei 20.000 cuori rosso blu) alla squadra e viceversa, che vogliamo raffigurare in due immagini che difficilmente riusciremo a dimenticare negli anni a venire: Manuel Pascali con il bandierone del nostro Gigi e le lacrime di Leandro Perez al fischio finale.

Massimo Loviso (ph.IlCosenza.it)
Massimo Loviso (ph.IlCosenza.it)

Sono proprio loro l’emblema di questa grande emozione: il primo oggetto di tante critiche all’inizio della stagione ma protagonista poi non solo di grandi prestazioni sportive ma di uno spirito di gruppo gestito in prima persona da vero leader; il secondo giunto a Cosenza con aspettative da bomber di razza con alle spalle una prima parte di stagione difficile ma oggi parte fondamentale di un gruppo che è stato capace di mettersi in gioco anche se costretto a sedersi in panca (Loviso docet).

Allora grazie ragazzi, grazie per le splendide emozioni che ci avete sino a qui regalato, grazie perché avete portato un piccolo sentimento di gioia in tante vite difficili e complicate, grazie perché ho finalmente visto i miei figli appassionarsi veramente per questi colori magici. Grazie a prescindere, grazie di esistere….e se dovesse succedere diventerete leggenda.

(Antonio Pallo, 47 anni reali ma con lo spirito di 30 anni fa)

Condividi questo contenuto