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Da una Pescara all’altra, un Cosenza che conserva la B e un Cosenza che la riconquista

“Napolitano, pallone per Marulla, Marulla, Marulla, tiro, gol, gol di Marulla! Si è fatta trovare impreparata la retroguardia della Salernitana…”

Era il 26 giugno 1991, sono passati esattamente 27 anni dal gol dell’indimenticato bomber di Stilo che salvò il Cosenza e condannò la Salernitana alla retrocessione in serie C in uno spareggio thrilling disputato allo stadio “Adriatico” di Pescara. Il boato assordante dei tifosi rossoblu assiepati in curva nord risuona ancora oggi nelle nostre orecchie.

Quante volte abbiamo visto e rivisto il frame di quella fantastica incursione di GM9? In questa giornata, che celebra l’anniversario di uno dei successi più memorabili della storia del Cosenza, quel video torna ad essere virale.

Gigi Marulla
Gigi Marulla

Per uno strano e piacevolissimo caso del destino la storia si è ripetuta. Solo 10 giorni fa, nella stessa città e nello stesso stadio, abbiamo assistito ad un’altra serata di tripudio rossoblu. Il Cosenza allenato da mister Braglia, al termine di una splendida cavalcata, si è aggiudicato la finale contro il Siena e ha raggiunto la promozione in serie B. Un trionfo inaspettato alla vigilia dei playoff, che ha certificato il ritorno dei lupi in cadetteria a 15 anni di distanza dall’ultima partecipazione.

Il sogno è diventato realtà, un sogno che il popolo silano ha iniziato a coltivare dalla scorsa estate, quando l’assemblea di Lega stabilì proprio Pescara come sede dell’atto finale del lunghissimo ed estenuante campionato di serie C. “Pescara? Proprio Pescara? Vuoi vedere che…?”. Ed è successo, è successo davvero. Con un epilogo se vogliamo ancora più emozionante di quello di 27 anni fa, strameritato e ottenuto grazie alle reti di Bruccini, Tutino e Baclet.

Gigi Marulla in questo caso è rimasto all’asciutto, ma il suo contributo l’ha dato, se il Cosenza è arrivato a Pescara è soprattutto merito suo. È successo sei giorni prima, nella semifinale di ritorno con il Sudtirol, quando a pochi secondi dal triplice fischio dell’arbitro ha svettato in area sul corner di Loviso facendo esplodere i 18 mila dello stadio a lui intitolato. Sul tabellino si legge autogol di Frascatore ma nei nostri cuori c’è scritto gol di Marulla.

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