Cinque imprenditori in carcere, 18 imprenditori e pubblici ufficiali agli arresti domiciliari, 10 imprenditori e pubblici dipendenti con l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria e 7 pubblici funzionari sospesi dal pubblico ufficio.
E’ questo l’esito dell’operazione “Comune Accordo”, condotta dalla guardia di finanza e coordinata dalla Procura di Castrovillari.
Intercettazioni e documentazione che, in un anno e sei mesi, hanno consentito di ricostruire le dinamiche di gestione degli appalti pubblici del Comune di Corigliano Calabro, svelando l’esistenza di un “cartello” di società ed imprese che condizionavano le procedure di gara di aggiudicazione ed esecuzione, grazie all’atteggiamento compiacente è colluso di pubblici funzionari.

«Un modus operandi consolidato» – l’ha definito il procuratore capo di Castrovillari Eugenio Facciolla – che consisteva nell’indire gare d’appalto, presentando poi molteplici offerte diversificando il ribasso entro una forbice di valori concordati, ma una volta aggiudicata la gara, l’esecuzione dei lavori veniva affidata alle imprese del cartello attraverso subappalto non autorizzati, mentre l’impresa aggiudicatrice riceveva il 5% del valore dell’appalto mediante falsi servizi o scambi di beni e false fatture.
Esisteva un unico centro decisionale, appositamente creato dagli imprenditori con la funzione di accordo e coordinamento. Ai pubblici ufficiali, invece, toccava semplicemente omettere sistematicamente la vigilanza ed il controllo sulle procedure di aggiudicazione ed esecuzione re intervenivano nell’avvalorare varianti illegittime e false perizie.
In alcuni casi i funzionari proponevano e consentivano l’introduzione di nuovi lavori con la previsione di nuovi prezzi delle forniture dei servizi, approvando varianti al lavori aggiudicati e quindi modificando sostanzialmente il bando di gara, senza averne competenza.
Tutto é partito da una segnalazione dell’allora sindaco di Corigliano al Prefetto di Cosenza, Gianfranco Tomao. Una rilevazione che è poi finita sul tavolo della Procura del Pollino e dai cui è partito l’accertamento investigativo.
In tutto sono 55 i soggetti indagati e 11 le società sequestrate, per un valore di 9 milioni di euro. «È un punto di partenza e non invece un punto di arrivo», ha specificato il procuratore generale di Catanzaro, Otello Lupacchini, richiamando la Costituzione e il principio di non colpevolezza degli indagati sino all’esito del processo.
Le dichiarazioni del procuratore generale di Catanzaro, Otello Lupacchini
https://www.facebook.com/cosenzapost/videos/2058423367753580/
Le procuratore capo di Castrovillari Eugenio Facciolla
https://www.facebook.com/cosenzapost/videos/2058425771086673/
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