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Massimiliano De Rose

De Rose di Rende cambia Rende: tutti responsabili del proprio territorio

“Rende Duemiladiciannove .. parliamone” è stato il titolo dell’incontro organizzato da Rende cambia Rende lo scorso 28 giugno, nel quale abbiamo inteso concorrere a stimolare una riflessione in tutti coloro i quali hanno consapevolezza dell’importanza del momento e della necessità di contribuire per dare a Rende una amministrazione che sia davvero all’altezza del compito di proiettare questa città nel prossimo futuro, con il ruolo e la dignità che ha saputo conquistare a suo tempo.

Rende cambia Rende
Rende cambia Rende

Non possiamo che accogliere con favore l’iniziativa che altri partiti e movimenti, in questi giorni, hanno intrapreso attraverso gli organi di stampa e che paiono, non meno di noi, consapevoli della responsabilità che grava oggi su molti rendesi e non soltanto suoi ruoli istituzionali e di rappresentanza.

Una responsabilità che riteniamo gravi su tutti allo stesso modo, su ogni singolo rendese indipendentemente dal suo essere rappresentante di partito o di un movimento.
Come abbiamo avuto occasione di dire nell’incontro pubblico del 28 giugno, ogni rendese dovrebbe sentirsi un po’ sindaco, assessore e consigliere comunale ed essere consequenziale. Dovrebbero tutti, per l’importanza del momento, essere parte e sentirsi artefici, custodi e responsabili del proprio territorio e del proprio ambito.

Rende è una città complessa, i rendesi hanno aspettative piuttosto elevate e non è agevole amministrarla, per cui non è prioritario e non ci interessa tanto muovere dall’attribuzione delle “colpe” , riteniamo piuttosto indispensabile guardare avanti e partire dalla costruzione di un collettivo che possa individuare le soluzioni e impegnarsi pubblicamente ad attuarle, condividendole.

Per questo riteniamo ci sia bisogno del contributo di molti, delle competenze che più di altre questa città può vantare, poi, anche della determinazione, dell’impegno e della passione di quanti hanno mostrato nei fatti d’essere affidabili e coerenti, soprattutto di non essere troppo interessati né alle poltrone, né alle gratifiche o alle lusinghe che hanno generato grande confusione a Rende in questi anni.

Non c’è necessità d’essere super eroi, ma è di dignità ciò di cui c’è innanzi tutto bisogno, e poi anche d’essere disponibili a fare ciascuno un passo indietro se è utile per farne fare due, dieci, cento in avanti a Rende.

Rende soffre d’una dignità offuscata certamente ma non è ancora perduta ed è rimediabile se si agisce in tempo.

C’è bisogno di molti e non come somma di numeri, com’è accaduto con Manna, ma per fare un vero gioco di squadra, per essere un collettivo capace di affrontare le priorità che rimangono irrisolte e poi poter guardare con fiducia e rinnovato ottimismo al futuro di Rende, in ogni ambito.

Sappiamo di poterlo fare e sappiamo che non sono mai stati utili i pretesti, i personalismi e che non si tratta di sostituire ai vecchi, nuovi recinti. Bisogna imparare ad andare oltre, spingersi al di là, immaginare un nuovo orizzonte. Saper guardare anche al di la di ciascuno di noi e delle stesse “categorie” di appartenenza, può essere determinante.

Noi eravamo e siamo un movimento civico, il nostro orizzonte è Rende e concordiamo con chi sostiene che possiamo avere su alcune questioni punti di vista anche diversi, ma ciò che viene prima d’ogni cosa è la consapevolezza, come rendesi, d’essere tutti sulla stessa barca, e che il futuro di Rende è una responsabilità che appartiene a molti e, in qualche misura, anche a noi.

Potrebbero essere ancora anni difficili i prossimi, ma noi abbiamo il dovere di concorrere a renderli avvincenti, possiamo farlo e Rende cambia Rende, non si tirerà indietro rimanendo disponibile a offrire il proprio contributo per concorre a costruire quello di cui c’è bisogno, un nuovo corso.

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