COSENZA – È stata eseguita nel pomeriggio di ieri l’autopsia sul corpo del piccolo S.P., il bimbo di due anni di Lattarico deceduto martedì al nosocomio bruzio, a seguito di un intervento all’intestino.

Adesso, per la triste morte sono indagati medici ed infermieri, ma almeno per ora si tratta di un atto dovuto per far prendere parte ai loro consulenti all’esame autoptico.
L’incarico per l’esame irripetibile è stato conferito, ieri mattina, dal magistrato di turno e nel pomeriggio i medici legali incaricati dalla Procura hanno eseguito l’autopsia.
Su quanto emerso vige il massimo riserbo e per capire meglio se ci sia stata imprudenza, negligenza o imperizia bisogna aspettare che gli esperti depositino la relazione definitiva.
Il piccolo, insieme ai suoi genitori, sarebbe giunto in pronto soccorso intorno alle 2:30 di martedì con un’occlusione intestinale. Subito è stato trasportato in pediatria e successivamente sarebbe stato preparato il tavolo operatorio per un intervento d’urgenza. I medici avrebbero detto ai familiari di stare tranquilli perché l’operazione era riuscita bene, ma tuttavia avrebbero dovuto trasportare il bimbo in sala rianimazione, considerata una piccola ed innocua patologia che aveva sin dalla nascita. Lì però il suo cuoricino avrebbe smesso di battere.
I familiari vogliono vederci chiaro e per questo hanno presentato denuncia, convinti di essere davanti ad un caso di malasanità.
La polizia ha acquisito la loro deposizione e trasferito subito gli atti all’ufficio di procura cosentino, che ha disposto il sequestro del corpo e l’accertamento cadaverico.
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