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Appello Misiti (M5S) al Ministro degli Esteri: “In Camerun in atto genocidio”

Misiti in Camerun

“In Camerun è in atto una carneficina. Sono centinaia i morti e i feriti. Una situazione incandescente che mi addolora profondamente”. Massimo Misiti, deputato 5Stelle, lancia un grido d’allarme per quanto sta succedendo nel Paese africano. “Non si può rimanere inermi– continua Misiti – di fronte al genocidio che si sta consumando in una terra già martoriata da povertà e indigenza”.

Il parlamentare è particolarmente legato proprio al territorio in cui la violenza di una guerra civile parrebbe più aspra e violenta, la provincia di Bamenda. Nella città di Bafut, infatti, ha contribuito a costruire un ospedale e, due volte all’anno, da 12 anni, insieme ai medici e agli infermieri volontari di diverse parti d’Italia e riuniti sotto la “bandiera” dell’associazione “Orthopaedics” (una onlus formata da chirurghi ortopedici, anestesisti, fisioterapisti, infermieri, tecnici e tanti volontari di tutta Italia che da anni, due volte all’anno, prestano gratuitamente la loro opera in Paesi in via di sviluppo con lo scopo di portare aiuto a disabili, operando pazienti affetti da gravi deformità ortopediche e traumatologiche), ci torna per operare e curare le malformazioni articolari di adulti e, soprattutto, di bambini.

Ospedale in Camerun

“Ci sono persone- continua Misiti – che, in Africa, affrontano viaggi di settimane per poter raggiungere il nostro ospedale e sottoporsi agli interventi. La drammatica situazione oggi in atto in Camerun, oltre a mietere centinaia di vittime, ci impedirà di condurre la nostra seconda spedizione annuale, dopo quella del marzo scorso, che, normalmente, si svolge in ottobre. È una situazione dolorisissima per me e per i colleghi di “Orthopaedics”, pensando a quei bambini, a quegli uomini che confidano nel nostro lavoro per tornare a camminare bene. Mi risulta si siano già registrati centinaia di morti, di cui non si parla sui media italiani, e c’è un appello alla comunità internazionale. L’Italia non può restare a guardare. Mi rivolgerò al nostro ministro degli Esteri perché si adoperi per fare sentire la nostra voce, seppure, ovviamente, nei limiti del rispetto della sovranità dello Stato camerunense”.

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