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Tragedia nel lametino: non si arrestano le ricerche del piccolo Nicolò

Ore e giorni che trascorrono inesorabilmente ma del piccolo Nicolò, travolto giovedì scorso nel lametino dall’esondazione del torrente che ha causato la morte della mamma, Stefania Signore, e del fratello più grande, Cristian, non ci sono ancora tracce.

Imponente la massa di detriti e fango che si è depositata sul terreno dopo l’alluvione. Da giorni sono al lavoro Vigili del Fuoco, Soccorso Alpino, la guardia di finanza, la polizia di Stato e volontari nella speranza di restituire al papà, anche lui sempre presente sul posto, il corpicino del bimbo. A contribuire alle ricerche ora anche i geologi e il personale specializzato del Cnr, che si avvalgono di uno specifico georadar.

Sull’argomento è intervenuto anche il capo della protezione civile regionale Carlo Tansi: «Siamo convinti che il bimbo sia finito sotto la spessa coltre di detriti accumulatasi a causa del nubifragio. Faremo quindi ricerche nel sottosuolo tramite il georadar, effettuando dei veri e propri raggi x del terreno. Laddove troviamo delle anomalie si va a scavare». «Si tratta, chiaramente – ha detto Tansi – di ricerche molto complesse, ma non lasciamo nulla di intentato.»

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