Doveva essere ieri il giorno deputato a celebrare le esequie di Stefania Signore e del figlio Christian.
Poi il ritrovamento del corpo del piccolo Nicolò, secondogenito della donna trasportato dalla furia dell’alluvione a 500 metri di distanza dai familiari e cercato in lungo e in largo per una settimana abbondante, ha fatto propendere per il posticipo di 24 ore.

Così l’ultimo saluto alle tre vittime del maltempo che ha colpito la Calabria e in particolar modo la zona di Lamezia c’è stato oggi. Si è trattato di funerali all’aperto, nel piazzale antistante la Chiesa di Santa Caterina a Gizzeria, per favorire la partecipazione di tutta la comunità. Presenti parenti, amici e semplici cittadini che hanno voluto esprimere la loro vicinanza stringendo in un simbolico abbraccio Angelo Frijia, marito di Stefania e padre dei piccoli, rimasto improvvisamente e tragicamente unico componente di quella che fino a una settimana era una famiglia unita e felice.
E non stupisca il fatto che non ci fossero tanti fiori a fare da cornice alla cerimonia, tra le volontà dei familiari c’era infatti quella di destinare i fondi raccolti alla costruzione di un oratorio in memoria dei piccoli scomparsi. La musica di Biagio Antonacci, cantante preferito di Stefania, ad accompagnare le vittime nel loro ultimo viaggio.
Presenti anche molti rappresentanti delle istituzioni locali, tra cui i sindaci del comprensorio lametino e il primo cittadino di Catanzaro, Sergio Abramo. A presiedere la celebrazione monsignor Luigi Cantafora, vescovo della diocesi di Lamezia Terme, che ha concluso l’omelia affermando che: «Ora nessun tormento li toccherà. Per chi resta quaggiù, per Angelo e per i genitori di Stefania, non è facile affrontare il vuoto improvviso, incolmabile. Certo questa terra di Calabria non può piangere più, non vuole piangere più! Diciamo questo perché il Signore ci consegna gli uni agli altri perché possiamo realizzare un mondo migliore».
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