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Back to Cosenza – Lecce 2015/16. Sette gol in un pomeriggio di spettacolo al ‘S.Vito Marulla’

È senza dubbio una delle partite più spettacolari e pirotecniche dei lupi nel recente passato. Risale alla stagione 2015/2016, esattamente alla 28° giornata, quella del sabato di Pasqua.

Sulle panchine delle rispettive compagini, Cosenza e Lecce, due tecnici che hanno lasciato il segno in riva al Crati: Giorgio Roselli, che ha portato in dote al club di via degli Stadi il primo trofeo nazionale (la Coppa Italia di Lega Pro); e Piero Braglia, tuttora al timone della nave rossoblù, protagonista della splendida cavalcata della passata stagione culminata con la promozione in Serie B.

Il gol del vantaggio iniziale di Moscardelli
Il gol del vantaggio iniziale di Moscardelli

Gara di alta classifica al ‘S.Vito Marulla’: i padroni di casa puntano a ridurre il gap che li separa dagli avversari, mentre gli ospiti, secondi in classifica, non vogliono perdere contatto dalla capolista Benevento. Che non sarà un pomeriggio noioso per i tifosi accorsi sugli spalti lo si intuisce dalle prime battute: dopo soli 6 minuti di gioco Surraco affonda sulla fascia, crossa al centro e trova il testone di Moscardelli, pronto a timbrare il vantaggio ospite. La reazione dei silani si concretizza alla mezz’ora, quando Ciancio in proiezione offensiva fa secco Perucchini.

Fuochi d’artificio nella seconda parte di gara: al minuto 62 letale ripartenza giallorossa, finalizzata dal piattone vincente di Surraco che lascia inerme Perina. Altri 12 giri di lancette e nuovo pareggio del Cosenza ad opera di Cavallaro, lesto a trasformare un calcio di rigore in movimento spedendo la sfera nel sette. Il Lecce non ci sta e si riversa in avanti a caccia del successo, che ipoteca in pochi minuti grazie alla sfortunata autorete di Tedeschi e alla freddezza sotto porta di Moscardelli, che realizza così la sua doppietta personale.

Partita finita? Nient’affatto. La riapre La Mantia a tempo già scaduto regalando ai silani una fiammella di speranza, che si spegne però al momento del triplice fischio finale del sig. Guccini di Albano Laziale. Il tabellino dice 3-4 a favore del Lecce; nonostante il risultato sfavorevole il pubblico di fede rossoblù tributa un lungo applauso ai suoi beniamini, meritevoli di aver provato fino all’ultimo a raddrizzare le sorti del match.

Il ricordo dettagliato di Francesco La Luna, attimo per attimo: “La più bella partita che il Cosenza di Roselli abbia mai giocato. Ricordo che si usciva da un periodo di crisi in cui le contestazioni erano all’ordine del giorno, eppure quella squadra prendeva punti su punti – anche immeritatamente: si vinceva in casa, il più delle volte 1 a 0, si pareggiava fuori e si puntava al primo posto. Il problema veniva dal pari in casa con la Paganese e dal rigore sbagliato da Cavallaro, per il quale erano iniziate contestazioni et similia. Ricordo che Roselli disse, nel prepartita, che avrebbe affrontato la partita «a viso aperto», ma molti di noi – conoscendo Giorgio – erano abbastanza scettici in merito”.

Mister Braglia, sponda Lecce (ph. Caputo)
Mister Braglia, allora alla guida del Lecce (ph. Caputo)

Francesco rimase piacevolmente stupito dall’atteggiamento dei lupi: “Invece si parte aggressivi, per la prima volta giochiamo con la difesa alta – e infatti prendiamo gol quasi subito. Pareggio, poi 3 a 1 Lecce (con un Moscardelli che avrebbe abbattuto anche Nesta, se l’avesse trovato sulla propria strada quel giorno), poi un eurogol di Cavallaro, 4 a 2 Lecce, 4 a 3 La Mantia. Ricordo che la sensazione degli ultimi minuti era per tutto lo stadio uguale: se la pareggiamo bene, altrimenti sono contento ugualmente. Finì 3 a 4 ed il Cosenza uscì tra gli applausi – cosa che poi avverrà anche l’anno dopo col Matera, 2 a 3 per i Lucani: forse è un problema esclusivo dei Lupi quello di prendersi gli applausi e lasciare ad altri i punti… Sperando che domenica non sia così!”

La tana dei lupi fu una roccaforte quasi inespugnabile in quella stagione, lo ricorda Federico Perri: “Partita pirotecnica in cui il Cosenza avrebbe meritato il pareggio, che effettivamente arrivò ma l’arbitro annullò un gol regolarissimo ad Arrighini allo scadere. Quello fu un anno in cui il ‘Marulla’ divenne fortino, solo il Lecce di Braglia riuscì a strappare una vittoria”.

Il commento del tifoso rossoblù Maurizio Garropoli è più pungente e fa riferimento all’atteggiamento conservatore dell’allora tecnico rossoblù: “Una delle pochissime partite giocate contro una grande a viso aperto da Roselli”.

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