Le pacche sulle spalle di consolazione per le mancate vittorie, i complimenti per l’abnegazione e il bel gioco mostrati, gli incoraggiamenti a proseguire sulla strada intrapresa non bastano più.
Otto punti in dieci partite giocate sono un bottino piuttosto magro per dormire sonni tranquilli e sperare che ci saranno tempi migliori. Ne è consapevole l’ambiente, comunque maturo e caloroso a tal punto da non far mancare mai il proprio sostegno. È ben chiaro anche a squadra e staff tecnico, che baratterebbero volentieri la qualità delle prestazioni sciovinate finora con successi e punti pesanti in chiave salvezza.
Alla quinta uscita di fronte al pubblico amico – senza calcolare la partita mai giocata con l’Hellas Verona – e al cospetto del Lecce degli ex Arrigoni, La Mantia e Meluso, il Cosenza ha un solo risultato a disposizione, la vittoria. Con un obbligo, mantenere la concentrazione a livelli massimali fino agli ultimi minuti di gioco, senza i quali ora i silani avrebbero addirittura 11 punti in più, occupando la parte alta della classifica.

Una statistica che deve far riflettere sugli effettivi limiti di questa squadra, ma c’è da dire che mister Braglia ha lavorato alacremente in settimana per limare questi difetti di fabbrica. I salentini, che saranno privi degli squalificati Calderoni e Meccariello ma recupereranno Lucioni, al rientro dopo la lunga squalifica, schiumano ancora rabbia per il risultato sfuggito di mano nel convulso finale del posticipo in casa della capolista Pescara che ha lasciato non pochi strascichi polemici.
I DUE TECNICI. Senza maschere come al solito il coach rossoblù: «Se i risultati dovessero continuare a non arrivare mi riterrò l’unico responsabile. Rimango comunque molto fiducioso, la qualità del gioco di questa squadra mi fa ben sperare, sono convinto che ne usciremo e riusciremo a centrare la salvezza”. Gli risponde dall’altro versante il tecnico dei giallorossi Fabio Liverani: «Domani affronteremo una squadra ostica, che conosciamo bene. Quelle con il Cosenza sono state sempre gare toste e fisiche, tatticamente bloccate, poi domani vedremo quello che sarà in campo. Il Cosenza è una squadra abituata alla lotta, sarà una partita diversa rispetto a quelle che abbiamo disputato finora».
LE SCELTE. La vera novità balza subito all’occhio ed è la convocazione di Pietro Perina, che rientra per la prima volta dall’inizio della stagione nell’elenco dei disponibili. L’infermeria rossoblù va pian piano svuotandosi, D’Orazio e Bruccini hanno smaltito i rispettivi infortuni e si riprenderanno subito il loro posto nell’undici di partenza. Il centrocampista ligure potrebbe agire in cabina di regia escludendo di fatto Luca Palmiero e in un ipotetico 3-5-2 al suo fianco agirebbero Mungo e Garritano. Attenzione rivolta al duo d’attacco dove la conferma di Maniero e Tutino non appare così scontata come nel recente passato. Scalpitano sia Di Piazza che Baclet, non sono escluse sorprese.
Arbitro del match il sig. Juan Luca Sacchi di Macerata, che sarà coadiuvato dagli assistenti Mastrodonato di Molfetta e Chiocchi di Foligno. Quarto ufficiale di gara Miele di Nola. Il calcio d’inizio allo stadio ‘S.Vito Marulla’ è fissato per domani alle ore 18:00.
COSENZA (3-5-2): 22 Saracco; 29 Pascali, 3 Dermaku, 18 Legittimo; 2 Corsi, 7 Mungo, 21 Bruccini, 24 Garritano, 11 D’Orazio; 19 Maniero, 25 Tutino. All. Braglia
LECCE (4-3-1-2): 22 Vigorito; 28 Fiamozzi, 25 Lucioni, 15 Marino, 24 Venuti; 23 Tabanelli, 4 Petriccione, 30 Scavone; 8 Mancosu; 19 La Mantia, 20 Falco. All. Liverani
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