Promuovere il dibattito scientifico sulla bioetica. Questa la funzione del Comitato Etico d’Ateneo (CEA) dell’Unical che nei giorni scorsi ha dato vita al convegno “Bioetiche Prospettive a confronto” nel corso del quale sono stati affrontati diversi aspetti che caratterizzano il concetto di bioetica nell’ambito della ricerca scientifica.

Ad introdurre i lavori il Presidente del CEA, il prof. Giuseppe Chidichimo, che, dopo aver presentato il comitato evidenziandone la composizione multidisciplinare perché composto da studiosi e professionisti appartenenti a diverse sfere del sapere, ha asserito che è necessario favorire il confronto sui temi di bioetica in quanto riguardano e influenzano la vita dell’uomo.
Convinto che un buon dibattito sulla bioetica debba assolutamente includere tutti i diversi punti di vista esistenti si è detto il Rettore, prof. Gino Mirocle Crisci, che ha invitato il CEA ad organizzare altre iniziative.
Ha illustrato la differenza fra comitati etici di ospedali e comitati etici universitari, i primi chiamati ad esprimere pareri sulla sperimentazione clinica dei farmaci e i secondi deputati al supporto, alla consulenza e all’orientamento relativamente alle ricerche universitarie, la professoressa Ines Crispini, vice presidente del CEA Unical.
“Le due funzioni principali del CEA – ha affermato infatti la Crispini – sono: consultiva al fine di formulare pareri sulle ricerche universitarie e formativa/informativa. Il CEA non è un tribunale della virtù, dunque non ha nessuna funzione censoria o sanzionatoria. Ha carattere polifonico e promuove il dibattito scientifico sulle sperimentazioni che riguardano gli individui umani”.
La bioetica come fenomeno culturale e come concetto che ha subito varie trasformazioni nella storia della filosofia morale è stato il tema trattato da uno dei due relatori di altre università intervenuti, il prof. Piergiorgio Donatelli dell’Università La Sapienza di Roma. “La bioetica in quanto riguardante il campo medico ha a che fare con la democratizzazione della medicina” – ha affermato Donatelli che si è soffermato sui concetti di vitalismo e paternalismo, sul passaggio dal principio del migliore bene (il medico sa quello che è meglio per il paziente) al principio di autonomia (è il paziente che stabilisce e sceglie cosa è meglio per se stesso), sulla definizione di bioetica come un qualcosa che “fa diventare la vita umana investita da progettualità, e quindi non più sfondo ma oggetto”.
Sulla relazione medico – paziente si è concentrata la professoressa Nunziata Comoretto dell’Università Cattolica di Avila. “La bioetica – ha detto la Comoretto – nasce anche perché il medico si pone delle domande su cosa fare quando ha di fronte il malato. Trovare un equilibrio tra il modello ippocratico di bioetica e il principio di autonomia non è facile. I comitati etici sono una reazione alla relazione etica fra medico e paziente”.
Alle relazioni dei docenti sono seguiti diversi interventi da parte del pubblico che ha gremito la sala stampa dell’Università della Calabria dove si è tenuto il convegno.
Il Comitato Etico dell’Università della Calabria si occupa di salvaguardare: i diritti, la dignità, l’integrità e il benessere fisico, psicologico e sociale degli esseri umani coinvolti in ricerche; il rispetto, la tutela e la conservazione dell’ambiente in ogni sua dimensione e componente; la libertà e la promozione della scienza. È composto dal prof. Giuseppe Chidichimo (chimico) del Dipartimento di Chimica e Tecnologie Chimiche dell’Unical che ha il ruolo di presidente; dalla professoressa Ines Crispini (esperto di filosofia morale) del Dipartimento di Studi Umanistici Unical che ha il ruolo di vicepresidente; dalla professoressa Daniela Bonofiglio (nutrizionista) del Dipartimento di Farmacia e Scienze della Salute e della Nutrizione Unical; dalla dottoressa Luana Gallo (esperto ambientale) del Dipartimento di Biologia, Ecologia e Scienze della Terra Unical; dalla professoressa Paola Helzel (giurista) del Dipartimento di Scienze Aziendali e Giuridiche Unical; dal prof. Antonio Morrone (farmacologo) del Dipartimento di Farmacia e Scienze della Salute e della Nutrizione Unical; dalla dottoressa Daniela Pellegrino (biologo) del Dipartimento di Biologia, Ecologia e Scienze della Terra Unical; dall’avvocato Sergio Niger, Responsabile della Protezione dei Dati d’Ateneo; dal dott. Renzo Bonofiglio (medico), Direttore dell’Unità Operativa Complessa “Nefrologia, Dialisi e Trapianti” dell’Azienda Ospedaliera di Cosenza; dal professore Gian Pietro Calabrò (giurista), già professore ordinario presso il Dipartimento di Scienze Aziendali e Giuridiche Unical.
La segreteria tecnica del CEA è affidata alla dottoressa Caterina Vetere, in servizio presso il Liaison Office dell’Università della Calabria.
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