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LegittimaMente contro Occhiuto per lo Stadio San Vito Marulla di Cosenza

È il 19 giungo 2018, tre giorni dopo la vittoriosa sortita del Cosenza in serie B. La squadra decide di fare visita ufficiale a Palazzo dei Bruzi.

Katya Gentile di LeggitimaMente

Mario Occhiuto presente, non lesina nel dispensare i suoi spot propagandistici, quasi avocando alla propria figura soprannaturale la felicità della promozione in serie B dei Rossoblu. Il suo sillogismo è semplice: «Una grande città! Una grande squadra!». Ovviamente.

Il sindaco Occhiuto ne ha fatto un motivo di vanto personale, come se si trattasse di un risultato ottenuto grazie alla sua stessa esistenza.

Ma egli va oltre. Quella vittoria, diceva «supera anche il traguardo sportivo».

«È qualcosa di più – insiste Occhiuto -. Questi ragazzi hanno lavorato benissimo per la città, hanno lavorato per ragazzi come loro che oggi possono aspirare ad avere magari più opportunità, perché la città con la Serie B è una città anche più ricca».

E poi sottolinea: «Non solo ricca di iniziative che possono nascere, ma anche di opportunità di lavoro, di occupazione, quindi c’è un progetto di coesione sociale, c’è un progetto di coesione anche economica che può essere raggiunto».

Parole, spot, propaganda, cui non seguono i fatti. O meglio, non arrivano i fatti rilevanti per la città e per la comunità dei tifosi rossoblu.

Al contrario, se c’era da metter le mani sui quattrini, lì Occhiuto non s’è perso in chiacchiere. Né ha perso tempo, al contrario di quello sprecato per adeguare lo Stadio Marulla al rango di Serie B.

Ha a disposizione quasi un milione e mezzo di euro, Occhiuto, da iniziare a spendere subito: a partire dal giorno dopo la chiusura del vittorioso campionato, magari. Ma niente. Il tempo scorre e delle sorti del Cosenza tornato in B dopo 15 anni, a Occhiuto sembra non interessargli nulla.

L’architetto si riduce all’ultima settimana prima dell’inizio del campionato, dando incarico di rimaneggiamento del manto erboso e poi, come sua consuetudine, ricominciando con i soliti spot propagandistici. Gli fa eco l’assessore De Cicco con le sue «kiakkiere» divenute famose in tutto il Veneto e che, poi, lo hanno costretto a scuse e atti di pubblica contrizione.

«Quest’anno avremo il terreno di gioco migliore della serie B», annuncia a fine agosto l’empio Occhiuto, sfoderando il massimo della sua sicumera spacciata per «soddisfazione».

Salvo a collidere violentemente con la cruda realtà del giorno dopo. Ossia del giorno in cui il torneo di serie B iniziava proprio da Cosenza, dove la squadra rossoblu avrebbe affrontato gli ospiti veronesi.

Per la prima volta nella storia del Cosenza calcio, lo stadio San Vito-Marulla ha il peggior campo di gioco italiano. Un campo di gioco che era stato, sino a prima di quel momento, il fiore all’occhiello della città.

Attanagliati tra la vergogna e il disonore, i cosentini sono poi costretti a sentire anche le menzogne del primo cittadino che tenta una disperata arrampicata sugli specchi attribuendo alle famigerate “nottue” il dissesto del campo.

L’ignobile disastro è servito. Né si riesce più a porvi rimedio, visto che il terreno di gioco risulta ormai irrimediabilmente compromesso oltre che talmente labile da farlo saltare con una pioggerellina. Eppure il nostro stadio aveva uno dei migliori sistemi di drenaggio in Italia sin dal 1964.

C’era forse un intento di avviare il processo di demolizione del vecchio stadio per dar vita alla costruzione del nuovo? Se così fosse, bastava dirlo… se possibile risparmiandoci i vittimismi occhiutiani del dopo-scempio. È stomachevole, a dir poco, la sua domanda retorica: «Se piove è colpa mia?».

Nel frattempo i cittadini e i tifosi ancora aspettano, dopo sei mesi di Serie B, che la città diventi «non solo ricca di iniziative che possono nascere, ma anche di opportunità di lavoro, di occupazione».

Perciò, siamo tutti molto curiosi di sapere quale sia quel «progetto di coesione sociale» cui si riferiva Occhiuto e quale il «progetto di coesione anche economica che può essere raggiunto».

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