Insospettabile perché i suoi trascorsi in maglia rossoblù sono stati brevi e passati quasi sotto traccia.
Il Cosenza lo preleva 24 enne nell’estate del 1990, quella dei mondiali tricolori. Vincenzo Vivarini, attaccante di belle speranze, arriva in riva al Crati con un buon biglietto da visita: le 23 reti messe a repertorio con la maglia del Turris nelle due stagioni precedenti. Sulla panchina rossoblù è appena tornato Gianni Di Marzio e il tecnico protagonista del ritorno in B dei lupi decide di concedergli subito spazio in attacco.
Vivarini fa il suo esordio con la nuova casacca a Barletta, nella gara di ritorno del primo turno di Coppa Italia, in cui il Cosenza si trova costretto a ribaltare lo 0-1 dell’andata al ‘S.Vito’. Bagna la sua prima in rossoblù con un gol nei supplementari, strappati in extremis grazie alla zampata nel finale di Gigi Marulla. Ci pensa poi Porfido a mettere in ghiaccio la qualificazione firmando il punto dello 0-3.

Allo step successivo c’è il Napoli campione d’Italia ad attendere i silani in 180 minuti senza storia. Troppo netto il divario tecnico tra le due compagini: i partenopei capitanati da Diego Armando Maradona prevalgono sia in terra bruzia che al ‘S.Paolo’. Si rivelerà proprio quello il punto più alto della carriera da calciatore dell’attuale tecnico dell’Ascoli, che collezionerà 6 presenze in cadetteria con la maglia del Cosenza prima di trasferirsi al Monza, in serie C1, nel mese di novembre.
Negli anni a venire poi la discesa nelle categorie inferiori con una stagione da top scorer tra i dilettanti a Caltagirone (1996/1997), chiusa con 20 centri in 34 apparizioni. Domenica il ritorno in uno stadio che, seppure per poco tempo, lo ha sostenuto e in una realtà che gli ha regalato la soddisfazione di esprimersi su palcoscenici importanti. Senza contare l’onore di fare da spalla ad un compagno d’attacco del calibro di Gigi Marulla.
Infine una curiosità, coach Vivarini conosce bene gli esterni rossoblù per averli già avuti alle sue dipendenze in passato: Angelo Corsi figurava nell’organico dell’Aprilia, stagione 2012/2013; mentre Tommaso D’Orazio era nel suo Teramo nell’annata calcistica 2015/2016.
(Immagine di copertina dell’articolo Edo).
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