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Diamante, il Comune chiede alla Regione il risarcimento danni per il Porto incompiuto

Ci è voluto un po’, ma alla fine il Comune di Diamante presenterà una richiesta ufficiale di risarcimento danni alla Regione Calabria e denuncerà il degrado dell’area portuale alla magistratura e all’Anac (Autorità nazionale anticorruzione).

Lo ha confermato nel corso di una conferenza stampa il sindaco Gaetano Sollazzo nella mattinata di lunedì 11 febbraio. A causa della latitanza amministrativa di un apparato burocratico regionale investito in prima linea dall’inchiesta ‘Lande Desolate’ (l’ex rup, Luigi Zinno, è una delle persone più coinvolte) che non ha mai fino in fondo espletato una funzione di controllo e repressione dell’inefficienza da parte del privato detentore dell’appalto, ecco passare alle maniere forti. Senza non prima cercare di evitare un contenzioso che sia da una parte che dall’altra appare irrisolvibile.

La prima richiesta di un’azione risarcitoria è stata inviata a Palazzo Campanella lo scorso 8 febbraio, mentre una seconda lettera, si legge nella nota stampa, “invita la Regione Calabria, in persona del legale rappresentante pro – tempore, a partecipare ad una apposita riunione da tenersi in data 26.02.2019 alle ore 12,00 col prosieguo, presso la casa comunale di Diamante (o altro luogo alternativo indicato da codesto ente), ai fini dell’esperimento del tentativo di risoluzione amministrativa della controversia. Tanto con l’espresso avvertimento che, in ipotesi di assenza, il tentativo di risoluzione dovrà ritenersi comunque espletato ad ogni effetto e per ogni conseguenza di legge”.

Porto di Diamante

La storia del porto è la storia del lupo che perde il pelo ma non il vizio. Ci riferiamo al ruolo svolto dal Responsabile del procedimento Unico e dal Dipartimento regionale che dovrebbe supervisionare un’importante opera pubblica come il porto. L’ultima diffida a firma dell’ingegner Zinno risale al 5 dicembre con la quale invitava il privato a riattivare immediatamente l’area di cantiere.

Una perdita di tempo. A trenta giorni da quell’atto l’area portuale non solo non è stata riattivata, anzi le uniche cose a muoversi sono state le barche dei pescatori attraccate al porto che, su richiesta del privato, sono state requisite in pieno periodo natalizio determinando un dannoso blocco delle attività di pesca. Il sindaco sostiene di aver comunicato l’inettitudine al subentrante Rup, Domenico Pallaria. All’incontro avutosi con lui ed un altro dirigente, Giuseppe Iritano, la Regione Calabria, a dire di Sollazzo, ha ancora tentennato, uno stile inconfondibile ed in linea con le precedenti reggenze al Dipartimento: “Vogliamo vedere le carte e parlare con l’avvocatura dello Stato”.

Cosa c’è ancora da leggere dopo un dossier discusso addirittura in Commissione ministeriale? Iritano e Pallaria hanno poi promesso di mettere piede a Diamante per osservare da vicino il cantiere. Una visita mai avvenuta. Contro una burocrazia “che decide di non decidere”, accusa il primo cittadino adamantino, si procederà con il risarcimento, i cui tempi non sono brevi e per il quale il Comune si avvarrà di esperti che dovranno “quantizzare il danno che la città sta subendo da diversi anni a vari livelli”. Ma non solo. La risoluzione contrattuale paventata dalla Regione al privato non si è mai concretizzata, ecco dunque che il sindaco affonda il colpo e dichiara di inviare tutta la documentazione all’Anac e chiede al contempo udienza presso il giudice Nicola Gratteri.

“Il motivo preminente del risarcimento è il cattivo esercizio della delega regionale sia per i lavori principali che per quelli complementari” dichiara infine a sostegno l’avvocato del Comune, Achille Ordine.

C’è chi vede nell’atto di Sollazzo un impeto dovuto alla vicinanza delle amministrative, altri invece spalleggiano la prova di forza di una misura necessaria e non più rinviabile. Fatto sta che adesso, se la Regione non scenderà a compromesso con il Comune, partirà la tanto attesa procedura risarcitoria mentre si aspetta il responso sia dell’Anac sia di un possibile incontro con i vertici della magistratura calabrese.

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