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“Nemmeno con un fiore!”: all’Unical si parla di donne e autodifesa

Si chiama “Nemmeno con un fiore”, il titolo dell’iniziativa che si è svolta il 13 Marzo all’Università della Calabria, un evento promosso dalle associazioni studentesche Aurora, Agorà e Donne per l’Unical e con la collaborazione del CSM.

Nemmeno con un fiore all’Unical

A pochi giorni dalla giornata internazionale della donna (8 Marzo) le associazione indicate hanno voluto affrontare un tema di forte impatto sociale,  quale la violenza di genere, mediamente ancora oggi esistono radicate convinzioni, basate su modelli socio-educativi e relazionali trasmessi da una generazione all’altra, che vedono la donna subordinata all’uomo, in un rapporto asimmetrico di poteri, dove la donna spesso è trattata come soggetto dipendente nel rapporto di coppia.

I relatori presenti si sono concentrati sul problema relativo alla violenza contro le donne, vittime della “mano nemica” di un uomo che uccide non solo il corpo ma anche l’anima, riducendo la donna in uno stato di fragilità, insicurezza e paura; inoltre nella Dichiarazione delle Nazioni Unite della violenza contro le donne è emerso che tale violenza sia frutto di una relazione di potere diseguale tra uomini e donne, in cui l’uomo tende a prevaricare, di conseguenza è opportuno  comprendere le dinamiche che spingono l’uomo maltrattante a comportarsi in un dato modo, dopodiché si deve procedere con denunce veloci, in termini anche di attivazione di servizi per la sicurezza o la  prevenzione del fenomeno.

Presente anche il maestro Raffaele Napoli-esperto di prevenzione e autodifesa civile e militare, il quale ha fornito suggerimenti circa la difesa in situazioni di pericolo, ribadendo che la conoscenza di alcune tecniche di autodifesa rimane vana se non accompagnata da una costante opera preventiva, nonché  l’obiettivo rimane sempre quello di assicurare un rifugio sicuro a tutte le donne, in virtù anche della attività dei Centri Antiviolenza in supporto delle vittime, così da consentire un graduale recupero del benessere psico-fisico. In particolare si è cercato di dare una risposta alle donne e ai presenti che chiedono aiuto, promuovendo la riflessione e il dibattito perché avvenga il cambiamento culturale, legato all’ importanza della denuncia, del riconoscimento di essere oggetto di violenza di genere, infatti il primo passo è quello di trovare una definizione univoca che riguardi la violenza contro le donne, in simbiosi con il raggiungimento delle pari opportunità.

Le conclusioni sono state affidate al maestro Raffaele Napoli, che con la dimostrazione di alcune tecniche di autodifesa si è reso disponibile a tenere un corso di autodifesa gratuito per gli studenti dell’UniCal, un modo per testimoniare come la gravità e l’emergenza di un fenomeno in ascesa non sia solo da associare alle donne, bensì la violazione dei diritti fondamentali dell’uomo fa riferimento all’umanità, a prescindere dall’essere donna.

A livello globale, si ritiene che il problema in esame si verifichi nei rapporti di intimità, ma è anche presente sul posto di lavoro, in società, tra gli amici, pertanto i diversi atteggiamenti di controllo o di abuso da parte di chi li compie sono i primi indicatori di queste relazioni criminali, poiché è molto difficile riconoscerle sin da subito.

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