Io voglio da subito incontrare le forze sociali, i cittadini, i partiti sui loro territori e decidere su cosa fare.

Non voglio imporre progetti, voglio proporre un metodo.
Basta con i tavoli di concertazione dove a tracimare sono le parole e i memorandum. Dobbiamo guardarci negli occhi sui territori, non alla Cittadella, e insieme decidere su quali opere strategiche concentrarci.
E subito farne progetti con tanto di attori, risorse, finanza di progetto, tempi, controlli e collaudi finali.
La politica si fa nei Comuni, con i Comuni, con chi il territorio lo conosce, lo vive e lo ama soprattutto.
Certo ho le mie idee sui progetti possibili e con voi le discuteremo.
Ma il Governatore della Calabria deve uscire dall’equivoco dell’uomo solo al comando.
La Regione nei suoi anni di storia ha dimostrato DI NON ESSERE capace di gestire. Non è nata per gestire, non ha uomini e competenze per farlo. E la politica deve capirlo, deve rassegnarsi.
Lo sviluppo locale è fatto dalle imprese, dai Sindaci, dalle associazioni, dai cittadini non dai dirigenti della Regione che aspettano l’agenda delle priorità dagli assessori .
Questa strada ci ha portato al disastro. Ed è inutile negarlo. Siamo al disastro. Siamo stati commissariati da tutti e da tutto. Dal Governo e dalla Magistratura. Dall’Europa e dalla ‘ndrangheta. Ma soprattutto dai nostri figli che preferiscono andarsene invece di costruire qui il loro futuro. È a loro che dobbiamo pensare. Non ai voti ruffiani, collusi e inquinati dalla criminalità organizzata per essere riconfermati o eletti. La svolta è dietro l’angolo. Insieme si può.
Questo sarà il Mario Occhiuto Governatore, se la Calabria mi onorerà di assegnarmene il ruolo.
Un sindaco della Calabria, il governatore dei cittadini per un nuovo orgoglio calabrese.
E’ la svolta buona.
Quindi la chiosa: “Viva i calabresi! ViVa la calabria!”
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