Si chiude la rassegna ideata da “Teatro in note”, a cura del direttore artistico Vera Segreti, nell’ambito di “Corti Cosenza”, un progetto cofinanziato da Pac Calabria 2014-2020 , ed ospita dopo Brunori Sas l’attore calabrese Peppino Mazzotta.

Attore di razza, si è formato all’Accademia di teatro a Palmi, dove ha maturato l’idea di iniziare la carriera di attore, perlopiù ha scoperto la passione per l’arte drammatica; noto al grande pubblico per il ruolo di Giuseppe Fazio ne “ Il commissario Montalbano”,ma dopo questo esordio ha preso parte ad altre produzioni, come Squadra Antimafia-Palermo Oggi, Solo, Anime Nere e tanti altri lavori tra televisione e cinema, uno specchio che racchiude la carriera di Peppino Mazzotta.
Una rassegna che ha dedicato ampio spazio ai ragazzi su tematiche inerenti il cinema,il teatro, la narrativa contemporanea e la psicoterapia moderna: temi delicati come l’utilizzo di droghe, alcol, oppure emarginazione, violenza sulle donne sono stati oggetto di discussione e di un dialogo costruttivo e significativo con i ragazzi.
Questo ultimo appuntamento, svolto sempre alla Villa Quintieri del Teatro Rendano a Cosenza, ha visto protagonista un brillante Peppino Mazzotta, che ha stabilito un contatto diretto con gli studenti,interessati non solo a conoscere il Mazzotta di Montalbano,altresì l’interesse è stato dirottato soprattutto sulla sua carriera di attore e di artista a 360 gradi.
Nel corso degli anni Corti Cosenza è cresciuta come entità, ampliando il suo raggio d’azione e arrivando a coinvolgere anche istituti scolastici, per gradi e fasce d’età: sono stati ideati grazie al lavoro capillare degli addetti ai lavori percorsi diversificati, estesi a varie realtà scolastiche e ai ragazzi, in un contesto di comunicazione diretta che dovrebbe esserci sempre tra le persone che interpretano sul palco e quelle che stanno in platea ad applaudire. Grazie all’impegno profuso da parte della rassegna di Corti Cosenza, il teatro, il cinema, la musica hanno fatto il loro ingresso nelle scuole, nelle menti dei ragazzi anche per divulgare l’arte del teatro come istituzione fondamentale per la formazione culturale e civica dell’individuo, oltre a voler rilanciare la professionalità del settore teatrale , in funzione di un interesse comune sia dei ragazzi che delle istituzioni.
A tal fine, l’applicazione di tutti gli strumenti messi a disposizione per l’uso strategico dell’arte in tutte le sue angolazioni, ha garantito un sistema di valutazione delle performance fra gli artisti e gli spettatori, necessario alla realizzazione di contenuti, tematiche spesso non trattate e oscurate al pubblico, in altre parole il progetto, a grandi linee, ci ha introdotto in una dimensione educativa, caratterizzata da interventi formativi, studi di settore, a favore e al servizio delle giovani generazioni.
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