Non solo riti, processioni e liturgie. I giorni che precedono la Pasqua sono scanditi da una fase preparatoria, caratterizzata da tradizioni antiche ed usanze, che trovano spazio in cucina e a tavola, dove le famiglie e gli amici si ritrovano per le festività pasquali.

Tante sono le tradizioni gastronomiche in terra di Calabria, cui molti calabresi restano molto legati nel tempo, soprattutto quando si parla di “cibo calabrese”, che negli anni non si è molto modificato, i vari piatti, infatti, hanno origini diverse sulla base dei popoli che hanno abitato nella regione, come i Greci e gli Arabi; inoltre, della cucina calabrese bisogna precisare che è strettamente legata alla vita religiosa e spirituale.
La tradizione tipica calabrese inserisce le pietanze pasquali sulle nostre tavole che, nella loro varietà e tipologia, vengono tramandate di generazione in generazione , si tratta di origini non ben definite che segnano un unico segmento, parte integrante delle usanze tipiche locali del periodo.
Cosa non manca a Pasqua?Non mancano le uova di cioccolato, non mancano le pastiere napoletane,successivamente rivisitate in chiave regionale. Ma soprattutto non mancano le “cuzzupe”o cuculi, treccia o ciambella arricchita con canditi. Durante il periodo quaresimale non si mangia carne, in virtù del fatto che per i cristiani la Quaresima costituisce un momento per la purificazione e la rigenerazione dello spirito. Da ciò deriva l’uso di incastonare sulla cuzzupa l’ uovo, alimento da consumare dopo il digiuno, tendente a simboleggiare la fertilità, il risveglio e la vita eterna.
Oltre alle cuzzupe, ci sono i “cici”, perlopiù nei centri arberesche, la “riganella”(dolce ripieno di uva passa e noci. anche questo dalla forma a spirale).

Non manca la “napitella”, interamente composta da pasta sfoglia e ricolma di fichi secchi, mandorle, noci e in alcune accezioni con miele e vino cotto. Immancabili i mostaccioli, dall’impasto “pastoso” , farciti con miele di fichi e farina, mandorle o noci. Tutti dolci rievocativi, per alcuni simbolo di quei ricordi lontani dell’ infanzia, che associano la Pasqua inevitabilmente alla famiglia e alle vecchie abitudini.
Spesso c’è una gara tra chi rispetta la tradizione e chi si scontra con le origini, ma una cosa è certa: la Pasqua precede la Pasquetta, che per molti è un giorno da trascorrere organizzando “gite fuori porta”.
Pasqua e Pasquetta sono alle porte, per non parlare, poi, dell’avvicinarsi di altri due giorni di festa: il 25 Aprile e il 1 Maggio. Inizia la stagione delle grigliate, o dei barbecue per dirla all’americana, altresì a Pasquetta di norma si usufruisce anche di spazi pubblici per barbecue, nella maggior parte dei casi ci si reca in posti già muniti di griglie da utilizzare per questo scopo.
Cosa si fa a Pasquetta? Angela ci svela un segreto:”Per me la Pasquetta è quel momento in cui riesco a stare con la mia famiglia, e mi piace rispettare le tradizioni pasquali, unica eccezione per l’agnello con le patate, essendo animalista ci tengo a non partecipare a questo scempio”, Invece Manuela trascorre la sua Pasquetta sempre con i parenti, ma non sa se il tempo le permette di andare a casa al mare e preparare il barbacue; mentre Vincenzo va a fare una scampagnata con gli amici, dopotutto la maggior parte dei cosentini si divide tra casa al mare o in sila, e alcuni si recano presso gli agriturismi per stare al riparo in caso di brutto tempo, e un’altra fetta di popolazione si sposta dalla città, preferendo altre mete turistiche.
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