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Un passo avanti: presentazione del programma di Mimmo Talarico a Rende

“Un passo avanti” vuole essere l’impronta di una nuova legislatura a Rende, piuttosto che uno slogan del programma di coalizione di Mimmo Talarico (Candidato Sindaco di Rende), che al suo fianco ha voluto il sostegno di sei liste (Attiva Rende, Rende Smart, Rende Libera, 87036 Rende, Rende al Centro, Città Comune), tutte unite per supportare la sua candidatura.

Pubblico a Rende per la presentazione di Talarico

L’appuntamento del 2 Maggio al Cine Teatro Garden di Rende ha richiamato tanta gente, curiosa di ascoltare gli interventi dei relatori in rappresentanza delle diverse liste, che si sono schierate in favore della candidatura di Mimmo Talarico.

Una serie di interventi preceduti dall’esposizione dei punti cardine del programma, elencati brevemente da parte di alcuni candidati, e messi a disposizione degli elettori partendo da un incipit forte e chiaro: “Costruire insieme una nuova pagina di futuro ecologicamente, culturalmente e socialmente inclusivo per tutti”.

Ambiente, Comunità e Volontariato, Cultura, Economia, Lavoro e Sviluppo, Giovani, Istituzioni, Opere Pubbliche e Manutenzioni, Pari Opportunità, Partecipazione e Decentramento, Riqualificazione urbana, Sanità, Scuola, Servizi Sociali, Sicurezza e Sport saranno le linee guida dell’agenda programmatica che intende legittimare la sovranità popolare.

Perché dovrebbe vincere Mimmo Talarico? I candidati e la gente presente sentono l’esigenza di votare il cambiamento, dando fiducia ad un politico di esperienza in seno ai consigli regionali, a chi fa della politica uno strumento di riconciliazione tra le istituzioni e la popolazione.

Queste sono le percezioni dei suoi elettori, di chi si recherà alle urna per esprimere il proprio voto, un voto che dovrebbe costruire le condizioni per una città che cresce.

Le conclusioni sono affidate a Mimmo Talarico, dal timbro vocale sicuro e con una postura ben bilanciata, quasi studiata e composta, e si rivolge ai suoi candidati ed elettori con un invito a non demordere dall’impresa di “cambiare” Rende e i suoi borghi, una Rende destabilizzata dall’uscente amministrazione, poiché Talarico fa esplicito riferimento al fatto che una città non si debba governare solo ad intermittenza, ma per un’intera legislatura, e si rifiuta di credere che il pre-dissesto abbia inficiato l’attività amministrativa.

Pensa alla politica delle idee, della cultura e dell’innovazione, e aggiunge che è possibile eliminare ogni ostacolo alle possibili vie di uscita e di ripresa, forte del fatto che si debba ripartire dalle periferie, o dalla gente che chiede una mano per uscire dallo stato di bisogno.

Tuttavia, non appena sia possibile, tanto a seguito delle politiche europee quanto a quelle interne, appare essenziale ridurre il deficit, diminuire le tasse e restituire libertà ai cittadini, un po’ come nell’ultimo discorso ai gruppi parlamentari di Aldo Moro, citato nella presentazione dallo stesso Talarico, in merito alla sua capacità di guardare avanti, dove il voler saltare il tempo era sinonimo di “democrazia” e “futuro”, ed ancora oggi il suo “grande” nome fa eco.

Cita anche Machiavelli, un modo per dare alla sua politica un tono, e sfida il fato dichiarandosi già “vincitore” della nuova giunta comunale nel rendese.

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