L’affluenza a questa tornata elettorale per le elezioni europee è stata molto bassa in Italia, un calo registrato soprattutto al sud di due punti e mezzo percentuali rispetto al 2014.

Mentre la Francia, la Germania e la Spagna hanno determinato aumenti in termini di voti per queste elezioni europee 2019, riconoscendo all’Europea un ruolo primario per il futuro, un’Europa che è baricentro di atti, direttive e regolamenti.
Il calo della partecipazione si è avuto maggiormente al sud , in Calabria ( -2), in Sicilia (-5), in Sardegna (-6) , dati che hanno confermato una discesa del voto al Sud, dettata dal malcontento o da un disinteresse per la cosa pubblica, oppure secondo alti risultati, a prevalere è stata la mancata informazione in tema di Europa e politiche europee.
Il primo partito, in Italia, ad avere la meglio su tutti, è stato quello della Lega di Matteo Salvini, dove anche nella circoscrizione meridionale ha preso circa 307 mila voti, sebbene le preferenze maggiori siano toccate a Chiara Maria Gemma, capolista del Movimento Cinque Stelle per le Europee.
Un’Italia che ha dato anche spazio al Pd, primo partito a Roma e Milano, mentre il Movimento Cinquestelle resta primo partito nelle regioni del Sud con il 29.2 %, anche se non in tutte le regioni, oltre alla perdita di consenso generale nella corsa alla europee.
La scena clou rimane quella di Salvini, che in conferenza stampa riporta il rosario, già esibito in Piazza Duomo durante il comizio con gli alleati sovranisti, a suggello della sua vittoria e affida il futuro del paese alla Vergine Maria, operazione mediatica che potrebbe dimezzare o accrescere i consensi.
Un Matteo Salvini che vuole aiutare l’Europa con i sovranisti, assegnando un ruolo di primo piano alle radici del Paese, e su una cosa è certo: le sinistre per lui non esistono.
Dalle prime proiezioni si attesta anche il boom, in Europa, di Popolari, di Verdi e Liberali, e in Grecia Tsipras annuncia le elezioni anticipate, si tratta di un voto controverso, per certi aspetti contraddittorio e anche frammentato, indice di un malessere generale in seno ad un’Europa dagli equilibri instabili.
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