Sono state numerose le dichiarazioni e le prese di posizioni da parte delle varie coalizioni in questi giorni, che precedono il ballottaggio del 9 Giugno nel rendese, dove a contendersi la carica di sindaco sono Marcello Manna e Sandro Principe.

Con una nota il Movimento Cinquestelle a Rende non fornisce nessuna indicazione di voto, sostenendo che Manna e Principe siano due facce della stessa medaglia
Con una nota il Movimento Cinquestelle a Rende non fornisce nessuna indicazione di voto, sostenendo che Manna e Principe siano due facce della stessa medaglia
Da un lato ci sono forze politiche che provano ad ottimizzare l’esito del voto attraverso accordi o apparentamenti, dall’altro vi è il Movimento Cinquestelle che ha deciso di non sostenere né Manna né Principe.
“Noi abbiamo regole ben precise e non siamo disponibili a barattare i voti dei nostri elettori, perché la nostra è una battaglia politica e culturale. A nostro avviso, nessuno ha fatto un apparentamento tecnico, ma accordi politici. Questo ultimo aspetto ha favorito il nostro diniego ad un potenziale sostegno di coalizione”. Con questo inciso si spiega la posizione dei pentastellati di Rende circa il loro rifiuto di accordarsi politicamente in questa ultima fase, dettato dal senso di responsabilità nei confronti degli elettori, a cui va un ringraziamento per la fiducia accordata.
In cosa differisce l’accordo politico dall’apparentamento? A rispondere è il Movimento Cinquestelle, alludendo al fatto che la differenza sia palese, poiché l’accordo politico non vincola chi contrae il patto, e non trattandosi di un contratto si rischia di rimanere slegati da qualsivoglia formalizzazione, a differenza di un apparentamento tecnico o collegamento che prevede una vera e propria ripartizione di seggi, acquisendone in più.
Domenico Miceli contrattacca a nome del suo gruppo: “A Rende non forniremo nessuna indicazione di voto, perché riteniamo i due candidati a sindaco due facce della stessa medaglia”. Una nota che la dice tutta sull’esito delle ultime consultazioni del 26 Maggio, perlopiù espressione della vecchia politica con un calderone di candidati piuttosto che espressione di rinnovamento radicale sul piano politico e sociale.
A questa azione di non volersi schierare con nessuno dei due segue la volontà popolare, alla quale il Movimento Cinquestelle risponde con pratiche di coerenza,evitando di spostare su altri assi programmatici l’identità degli elettori.
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