Desolato, vuoto, deserto: la triste parabola del Box art Museum è emblematica di quanto – concretamente – questa amministrazione abbia puntato sul turismo culturale. Il museo (che ospita le opere donate dagli artisti ospitati nelle residenze) ha vissuto pochi giorni di gloria e ora versa in uno stato di totale abbandono e desolazione: basta farsi un giro per rendersene conto. Ad eccezione del personale delle cooperative che svolge le funzioni di custodia, non c’è nessuno ad accogliere eventuali visitatori o a scongiurare furti o danneggiamenti.

Una bella “scatola vuota”! Eppure il museo di Cosenza, che accoglie le opere realizzate durante le costosissime residenze artistiche che si tengono periodicamente presso i Bocs art, potrebbe essere un polo attrattivo turistico non solo per Cosenza ma per tutta la Regione, specie per la bellezza della location che lo ospita. Purtroppo, come ormai da consuetudine consolidata, l’Amministrazione comunale lo ha abbandonato e lasciato alla mercé di chiunque, privo di ogni misura di sicurezza. Sappiamo che grava sul bilancio comunale l’incarico di un direttore, lautamente retribuito, particolare a cui quest’amministrazione non rinuncia mai, e se ne vedono oggi le conseguenze. Non ci sono guide.
Non c’è nessuno che garantisca assistenza ai visitatori, specie se disabili. L’accesso è libero ma la struttura è sprovvista di guide o di personale addetto alle informazioni turistiche. Le opere? Più che esposte, archiviate. Dimenticate. Nessuna promozione, nessuna iniziativa di valorizzazione. A sentirsi offesi dovrebbero essere soprattutto gli artisti, perché è chiaro che l’amministrazione ritiene che queste opere non abbiano valore, che non sia importante valorizzarle. Chiediamo al Sindaco e al dirigente del settore di porre fine a questa vergognosa vicenda ed optare per una migliore gestione del polo museale.
Bianca Rende, Enrico Morcavallo, consiglieri comunali Pd
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